Un uomo, classe ’64, è stato trovato morto nella sua casa a Muciafora, zona Chiassa, alle porte di Arezzo. Da solo. Come viveva.
A dare l’allarme è stato un vicino: non lo vedeva da giorni. Giorni. E già questa parola pesa più di tutto il resto. Ha chiamato i soccorsi, sono arrivati i vigili del fuoco e hanno dovuto forzare la porta.
Dentro, la scena che non vorresti mai vedere: il corpo senza vita nella camera, segni di ustione, il materasso bruciato. Accanto, quella stufetta che probabilmente doveva scaldare… e invece potrebbe aver ucciso.
Le prime ipotesi parlano di esalazioni, forse monossido. Un killer silenzioso, di quelli che non bussano e non fanno rumore. Ti addormentano e basta.
Si pensa che l’uomo fosse morto già da diversi giorni, forse addirittura prima di Pasqua. E intanto fuori il mondo andava avanti: le feste, la gente, le tavole imbandite. Dentro, il silenzio.
Ora sarà l’autopsia a chiarire tutto, tempi e cause. La casa è sotto sequestro, come da prassi. Ma quello che resta, più della cronaca, è una domanda che punge:
com’è possibile che una persona sparisca così, nel nulla, senza che nessuno se ne accorga subito?
Questa non è solo una notizia.
È una storia di solitudine.
E purtroppo non è nemmeno così rara.


