HomeSatira civicaSaione ‘un è più Saione: spaccio, monopattini e cittadini ‘incavolati neri

Saione ‘un è più Saione: spaccio, monopattini e cittadini ‘incavolati neri

Quartieri sotto pressione tra degrado, sicurezza e convivenza difficile

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Saione ‘un è più Saione: spaccio, monopattini e cittadini ‘incavolati neri

Quartieri sotto pressione tra degrado, sicurezza e convivenza difficile

Partiamo sempre dai documenti. Il resto è il nostro modo di leggerli 

📄 FONTE comunicato stampa  Lista Indipendente Per Arezzo: Michele Menchetti

Arezzo – Oh via, al Cas del Pionta s’è fatto ‘n bel ritrovo, di quelli dove la gente parla chiaro e senza tanti giri di parole. E c’era anche Michele Menchetti ad ascoltare, ma stavolta son stati i cittadini a cantà la messa.

“Qui si vede più droga che piccioni!”, sbotta uno. E come dargli torto? Perché le volanti passano, sì… ma spesso fanno ‘l giretto e via andare. “Ma scendi dalla macchina e guarda che succede davvero!”, gli dicono. Perché tra Saione e San Donato, lo spaccio ormai lo vedi anche mentre vai a comprare ‘l pane.

La gente lo sa, lo vede, lo riconosce. “Quello spaccia, quell’altro compra”. E via, in due parole t’hanno già fatto la cartina del quartiere: negozi usati come magazzini, giardinetti trasformati in mercatini… e pure chi fa ‘l palo agli angoli delle strade. Via Vittorio Veneto compresa, mica bruscolini.

E poi c’è ‘l malumore, quello vero. Gente che vive lì da quarant’anni e ti dice: “Io ho sempre creduto nell’integrazione… ma così ‘un se può”. Perché, dicono, i nuovi arrivati pensano più ai bonus che a integrassi. E intanto i vecchi residenti si sentono presi per i fondelli.

I negozi? “Sempre aperti, sempre gli stessi… e noi si fa concorrenza come?”. Insomma, la tensione si taglia col coltello.

E il degrado? Eh, lasciamo perdere. Materassi accanto ai cassonetti, marciapiedi che paiono giungle, biciclette e monopattini che sfrecciano come se fosse il Mugello. “E i vigili? Un se vedono mai a fare multe!”. Tradotto: ognuno fa come gli pare.

La richiesta è semplice, terra terra: “Più sicurezza, più controlli a piedi, meno chiacchiere”. Perché la paura, soprattutto tra gli anziani, è diventata compagna di tutti i giorni.

Poi c’è il Pionta, che tutti criticano ma nessuno vuole perde. “Basterebbe valorizzallo!”, dicono. Tra scavi archeologici, università e ospedale lì vicino, potrebbe diventare ‘na chicca… invece così com’è, resta mezzo abbandonato.

E non finisce mica qui.

A Tortaia la musica è la stessa: case popolari lasciate andare, buche nelle strade che manco ‘na groviera, spaccio e pure bocconi avvelenati per i cani. “E i cartelli della Municipale? Spariti dopo mezza giornata!”

Al Villaggio Dante servirebbero giochi nuovi per i bimbi, le grate intasate fanno allagamenti e le zanzare ringraziano. E poi l’acqua che ai piani alti ‘un ci arriva… roba da 2026, eh!

A Quarata invece la gente è precisa, fa la differenziata come si deve… ma poi, dicono, “arrivano quelli a ritirà e mescolano tutto!”. E allora uno si chiede: “Ma ci pigliano per bischeri?”

C’è pure ‘na stanchezza generale, perché le promesse restano promesse. E tra odori strani, parcheggi allagati al cimitero e incontri mai fatti… la pazienza s’è quasi finita.

Insomma, da Saione a Quarata il messaggio è uno solo:
la gente è stufa e vuole fatti, non parole.

E Menchetti ascolta. Ma ora, come si dice da queste parti…
“tocca vedere se alle parole seguono i fatti, sennò si ricomincia da zero, come prima.”

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Gianni Bufaloni
Gianni Bufaloni
Gianni Bufaloni (nato il 1° aprile di un anno imprecisato, perché gli piace mantenere un alone di mistero) è un giornalista, scrittore e debunker di professione, noto per il suo acume nel smontare bufale e teorie del complotto con una buona dose di ironia. Cresciuto tra vecchie macchine da scrivere, giornali ingialliti e discussioni animate al bar, sviluppa fin da giovane un'insana passione per la verità… e per il caffè corretto. Dopo una laurea mai del tutto confermata in Giornalismo Investigativo presso l'Università della Vita e un master in Sarcasmo Applicato, si dedica alla sua missione: scovare fandonie, ridicolizzare fake news e dare il tormento ai complottisti più fantasiosi. Ha collaborato con testate inesistenti come Il Giornale delle Bufale, La Verità (Quella Vera) e Fact-Checker’s Monthly, oltre a essere autore del bestseller immaginario "La Terra è rotonda e altre scomode verità". Attualmente vive tra la redazione e i social, dove smonta quotidianamente le teorie più assurde con il suo motto: "Una bufala al giorno toglie il neurone di torno". Se lo cercate, probabilmente sta battibeccando con qualche utente convinto che gli Illuminati controllino il meteo.
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