Oh, ad Arezzo la politica s’è rimessa il vestito bono e prova a rifassi il trucco. La Lega tira fori la lista e, tra chi c’ha già visto lungo e chi invece è alla prima girata, prova a rimette insieme i cocci dopo un po’ di baccano interno.
In cima alla fila c’è Felice Addonizio, uno che di ordine se ne intende davvero, mica chiacchiere. Accanto a lui si mischiano vecchie conoscenze e facce nuove: da una parte i consiglieri uscenti come Piero Perticai e Federico Rossi, dall’altra gente che fino a ieri stava a lavorare e basta. C’è amche Monica Manneschi, mentre si nota subito chi manca: Alessandro Casi, stavolta rimasto dietro le quinte.
E poi oh, la compagnia è bella variegata davvero: imprenditori come Simone Azzola e Giovanni Severi, professionisti come l’avvocato Alessandro Calussi, gente del sociale come Gianluca Caroti e pure studenti e insegnanti. Insomma, un bel minestrone dove dentro ci trovi un po’ di tutto, dal musicista Walter Badiali alla parrucchiera Marika Cerboni, fino all’archeologa Guendalina Salvini.
Dietro a questa lista c’è la mano di Mario Agnelli, che l’ha detta chiara: basta beghe, ora si ragiona di competenze. Tradotto dal politichese: meno sgambetti e più gente che sa dove mettere le mani. L’idea è quella di riportà la barca in linea dopo un periodo un po’ mosso, puntando su chi lavora davvero invece che su chi cerca solo la poltrona.
Inoltre, dall’alto arriva la benedizione di Andrea Crippa, e la linea è una: squadra giovane, rappresentativa e, soprattutto, presentabile. Perché diciamocelo, dopo qualche scossone serviva un bel segnale di stabilità.
E guarda caso, proprio per questo hanno messo davanti uno come Addonizio: figura tosta, istituzionale, uno che dà l’idea di sicurezza. Un modo per dire agli aretini: “state tranquilli, qui si rimette ordine”.
Ora la palla passa alla campagna elettorale, che parte col botto: il 22 aprile cena all’Hotel Minerva con tanto di ospite pesante, Matteo Salvini, e qualche giorno dopo altro giro ad Agazzi con Alessandra Locatelli.
Insomma, tra vecchi lupi e giovani leve, la Lega aretina prova a rifassi la faccia e, soprattutto, a tornare a camminare dritta. Poi oh, se basterà lo diranno le urne… qua si dice sempre: tra il dire e il fare, c’è di mezzo il voto.


