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📄 FONTE comunicato stampa Camera di Commercio di Arezzo-Siena
AREZZO – Oh ragazzi, segnatevelo: quest’estate il Casentino un è solo pianoforte e aria bona, ma pure cervello acceso e chiacchiere di quelle che ti restano addosso. A Naturalmente Pianoforte 2026 s’arricchisce la tavola, e mica poco: arriva Andrea Scanzi a tenere le fila de “Gli Incontri – Le Parole”. Tradotto: si parla, si ragiona, e intanto sotto c’è il pianoforte che accarezza l’anima.
L’annuncio è arrivato bello solenne dalla Camera di Commercio Arezzo-Siena, ma poi, a stringere, il succo è questo: dal 14 al 19 luglio, all’ora giusta del tramonto (le sette, quando la luce diventa poesia), si gira per il Casentino come in un pellegrinaggio laico. E a ogni tappa, due persone che si guardano negli occhi e si dicono le cose come stanno.
Si parte al Castello di Poppi con Don Luigi Verdi e Scanzi: roba intensa, di quelle che ti fanno venire voglia di stare zitto e ascoltare. Poi via, si accelera: a Bibbiena arriva Anna Foglietta, a Pratovecchio si intrecciano musica e pensiero con Simona Molinari, e nel finale si fa proprio il botto.
Perché in piazza, all’aperto, come si faceva una volta, Scanzi tira fuori il meglio: l’ironia fine di Enzo Iacchetti, la schiena dritta del magistrato Nicola Gratteri e lo sguardo sul mondo di Giovanna Botteri. Insomma, mica pizza e fichi.
E mentre si parla? Pianoforte sempre lì, a fare da colonna sonora, con Isabella Turso e Luis Di Gennaro che ci mettono le mani (e il cuore).
Poi oh, tenetevi forte: sabato 18 arriva pure Elio (sì, proprio lui) con “La rivalutazione della tristezza”. Che già il titolo dice tutto: si ride, si pensa, e magari scappa pure un po’ di malinconia, ma di quella bella.
Il festival, organizzato da Pratoveteri APS insieme al Parco delle Foreste Casentinesi e al Comune di Pratovecchio Stia, continua a crescere: più di 130 pianisti, 240 ore di musica, e un’idea semplice ma potente — la musica un si guarda, si vive.
Insomma, fatevi un favore: questa non è roba da turisti di passaggio. Qui si respira, si ascolta e si torna a casa un po’ diversi. E di questi tempi, un è mica poco.









