Oh, qua nel Valdarno mica se dorme, eh. La Guardia di Finanza d’Arezzo continua a fa’ controlli a tappeto e stavorta so’ saltati fuori due bei casi.
Nel comune de Cavriglia, i finanzieri fermano ‘n sessantenne italiano che già c’aveva precedenti. Controllo de routine? Manco per sogno. Dentro la macchina trovano ‘na busta bella grossa: più de un chilo de marijuana buttata lì sul sedile dietro, come fosse ‘na spesa qualsiasi.
E mica finisce qua: vanno a casa sua e zac! In un capanno spuntano altre cosine — un po’ de erba, materiale per impacchettare è 11 piantine coltivate co’ le lampade, tipo serra fai-da-te. Morale della favola: arresto immediato e poi dritto ai domiciliari, deciso dal giudice.
Ma i guai un erano finiti. Qualche giorno dopo, a San Giovanni Valdarno, altra macchina fermata. Due a bordo, entrambi albanesi. Uno già conosciuto alle forze dell’ordine, l’altro invece fa lo gnorri, nervoso, documenti strani… insomma, qualcosa un quadrava.
I finanzieri approfondiscono e viene fuori il colpo di scena: il tipo era ricercato da anni! Condannato dal Tribunale di Firenze, doveva ancora scontare più de due anni de galera per roba de droga. Per’ scappà ai controlli s’era anche cambiato cognome in Albania, così girava tranquillo tra Italia e Albania senza dare nell’occhio.
Stavolta però gni dice male: identificazione completa, manette e trasferimento diretto al carcere d’Arezzo.
Insomma, tra droga e latitanti, i controlli continuano e pare proprio che chi prova a fare ‘l furbo, prima o poi, ce casca.


