Partiamo sempre dai documenti. Il resto è il nostro modo di leggerli
📄 FONTE comunicato stampa Michele Menchetti
O gente, ma che s’è visto lunedì 20 aprile ad Arezzo? Nemmeno arrivasse un re o si rifacesse la Giostra: fanfare, foto, video, articoli a raffica… e invece era “solo” l’insediamento del nuovo comandante dei vigili, tale Ameglio Menguzzo.
Oh, sia chiaro: benvenuto eh, per carità. Ma tutto ‘sto baccano per uno che piglia servizio? Ma davvero? In Comune gente che entra e gente che esce se n’è vista a bizzeffe, e mai nessuno aveva fatto tutto ‘sto cinema. Pareva quasi una prima di Hollywood, con assessori, capi di gabinetto e compagnia bella a fare da corte.
E allora uno si domanda: ma perché tutto ‘sto chiasso? Che c’è sotto? Perché qui la faccenda, a sentì bene, non è mica chiusa. Tra ricorsi, esposti, segnalazioni e chi più ne ha più ne metta, la storia pare ancora tutta da scrivere. Insomma, più che un insediamento sembra l’inizio d’una telenovela.
E poi c’è la fretta, oh quella sì che puzza. A pochi mesi dalle elezioni, zac! Si nomina il comandante nuovo di pacca, così chi arriva dopo se lo trova già lì bello e pronto. Ma un si poteva aspettare un attimo? Far traghettare tutto al vecchio comandante e poi decidere con calma? Mah… qui pare che qualcuno abbia voluto mette’ il timbro in fretta e furia.
E intanto si parla di cambiamenti, di discontinuità, di segnali forti. Tutte parole grosse, eh. Ma alla fine la domanda resta sempre quella: era davvero necessario tutto ‘sto spettacolo?
Perché a sentirla così, sembra più una mossa politica che una normale nomina. E allora vien da chiedersi: chi verrà dopo, se lo terrà così com’è o vorrà rimettere mano a tutto?
Oh, sia chiaro: niente contro Menguzzo, che un s’è manco visto. Ma qui il punto è un altro. Qui si parla di metodo, di tempi e di scelte che, guarda caso, arrivano sempre quando fanno più comodo.
Insomma, la storia è tutt’altro che finita.
E come si dice da queste parti: staremo a vedere… ma con un occhio bello aperto.


