Partiamo sempre dai documenti. Il resto è il nostro modo di leggerli
📄 FONTE comunicato stampa Alternativa Comune
Oh, senti un po’: in mezzo a ‘sto via vai de parole e promesse, stavolta c’è chi parla chiaro e senza tanti giri. Se chiama Serena Marinelli, ma per come se presenta pare una che un sta lì a perde tempo. Pedagogista, progettista sociale, counselor relazionale… parole grosse, dirai. Ma poi quando racconta quello che fa da vent’anni, capisci che mica son solo titoli: questa sta in mezzo alla gente, tutti i giorni.
Lavora con le persone con disabilità e con le famiglie loro, mica per finta. Roba concreta, de quelle che te insegnano che i problemi un se risolvono co’ ‘na toppa messa al volo. “Serve ‘na visione”, dice. E c’ha pure ragione: perché se ognuno va per conto suo, la città resta incastrata sempre negli stessi guai.
E allora Serena che fa? S’è messa in testa de portare ‘sto modo de lavorare dentro al Comune. Se presenta co’ la lista Alternativa Comune e un te promette miracoli — che già questo è strano, diciamolo — ma te dice una cosa semplice: rimette in mezzo i cittadini, falli contà davvero.
“Le risorse da sole un bastano”, ripete. E infatti parla de mettere in rete tutti: associazioni, servizi, persone. Insomma, de far funzionare ‘sto benedetto territorio invece de lasciallo a pezzi.
E poi c’ha ‘na fissa — ma de quelle buone —: basta trattare il welfare come fosse solo ‘na spesa. “È l’investimento più grande che ce s’ha”, dice. Tradotto: se stai bene tu, sta meglio tutta la città.
Un è una che se accontenta de gestì quello che già c’è. Lei parla proprio de rifà da capo, de trasformare la città in ‘n cantiere vivo, pieno d’idee e de gente che partecipa.
Ora, se vincerà o no se vedrà. Però una cosa è certa: stavorta un è la solita storia raccontata tanto pe’ fare. Serena Marinelli sembra proprio una che ce crede sul serio. E magari, tra ‘na parola e l’altra, ce scappa pure che qualcosa cambia davvero.


