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Ma che pasticcio alla Fondazione! “Ve l’avevamo detto”, ma un s’era capito nulla…

Tra scadenze saltate, soldi a rischio e teatro sempre più caro, la Fondazione finisce nel mirino: “Oh via, qui c’è da rifà i conti per davvero!”

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Ma che pasticcio alla Fondazione! “Ve l’avevamo detto”, ma un s’era capito nulla…

Tra scadenze saltate, soldi a rischio e teatro sempre più caro, la Fondazione finisce nel mirino: “Oh via, qui c’è da rifà i conti per davvero!”

Partiamo sempre dai documenti. Il resto è il nostro modo di leggerli 

📄 FONTE comunicato Arezzo 2020 – AVS

AREZZO — Oh via, qui la faccenda s’è fatta seria davvero. Quelli di Arezzo 2020 e dell’Alleanza Verdi e Sinistra l’avevan detto già da un pezzo, ma pareva la solita chiacchiera da bar… e invece, guarda un po’, ora i nodi vengon tutti al pettine.

La Fondazione Guido d’Arezzo, che doveva essere un fiore all’occhiello, ora pare più un vaso un po’ crepato. La scadenza del 31 marzo per iscriversi a ‘sto benedetto RUNTS è passata zitta zitta, senza che nessuno dicesse “oh, ma s’è fatto tutto?”. Risultato? Addio qualifica ONLUS e, con quella, pure un bel malloppo di soldi: si parla di milioni, mica noccioline. E le donazioni? Non si scarican più. Insomma, un bel danno, di quelli che poi si fa finta di niente ma intanto si sente.

E ora che s’è sotto elezioni, la domanda vien da sé: ma i soldi rimasti, come li spenderanno? Perché a guardà il bilancio, sembra che si pensi più a tené su la baracca che a dà una mano alle associazioni locali. Settanta mila euro di bando… oh via, ci si paga giusto due feste e qualche lucina!
E c’è pure la paura — diciamolo — che si faccia qualche “spesina vetrina”, tanto per fa’ bella figura all’ultimo tuffo, e poi chi viene dopo si ritrova la cassa vuota e i debiti da pagà. Un classico, insomma.

E intanto il Polifonico, che è roba nostra, storia vera dal ’52, mica pizza e fichi… rischia di passà in secondo piano. E questo, agli aretini, un gli garba punto.
Poi c’è la questione trasparenza: son mesi che si chiede di vedé i conti, ma pare che i cassetti del CDA sian più chiusi d’un forziere. E invece, oh, qui si parla di soldi pubblici, mica di paghette tra amici!

E infine la stoccata al sindaco: quello che diceva che “parlan di teatro senza andarci”… eh, ma ora con i prezzi che volano e con centinaia di migliaia d’euro messi sulla lirica e la classica, tra un po’ al teatro ci va solo chi c’ha il portafoglio bello gonfio. Gli altri? A casa a guardà la televisione.

Insomma, il messaggio è chiaro: “Oh, datevi una regolata!”
Tra assessorato da rifare, statuto da rivedé e conti da mette in chiaro, qui c’è da rimboccassi le maniche davvero… perché Arezzo un è mica un teatrino per pochi, ma una città che la cultura la vive tutti i giorni.

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Gianni Bufaloni
Gianni Bufaloni
Gianni Bufaloni (nato il 1° aprile di un anno imprecisato, perché gli piace mantenere un alone di mistero) è un giornalista, scrittore e debunker di professione, noto per il suo acume nel smontare bufale e teorie del complotto con una buona dose di ironia. Cresciuto tra vecchie macchine da scrivere, giornali ingialliti e discussioni animate al bar, sviluppa fin da giovane un'insana passione per la verità… e per il caffè corretto. Dopo una laurea mai del tutto confermata in Giornalismo Investigativo presso l'Università della Vita e un master in Sarcasmo Applicato, si dedica alla sua missione: scovare fandonie, ridicolizzare fake news e dare il tormento ai complottisti più fantasiosi. Ha collaborato con testate inesistenti come Il Giornale delle Bufale, La Verità (Quella Vera) e Fact-Checker’s Monthly, oltre a essere autore del bestseller immaginario "La Terra è rotonda e altre scomode verità". Attualmente vive tra la redazione e i social, dove smonta quotidianamente le teorie più assurde con il suo motto: "Una bufala al giorno toglie il neurone di torno". Se lo cercate, probabilmente sta battibeccando con qualche utente convinto che gli Illuminati controllino il meteo.
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