Partiamo sempre dai documenti. Il resto è il nostro modo di leggerli
📄 FONTE comunicato stampa Alternativa Comune Arezzo
Oh, sarà pure ‘na bella litania, ma a sentirla tutti i giorni t’arvolta lo stomaco:
“Che bella candidata! Che bel programma! Però… perché non state col centrosinistra?”
E noi ve lo diciamo chiaro, senza giracci intorno: ma perché, invece, non venite voi con noi?
Per capre ‘sta faccenda bisogna smette de raccontassela. Da quando è cascato il Muro de Berlino, ‘na bella fetta de sinistra ha fatto ‘na giravolta mica da poco: ha mollato i sogni e s’è messa comoda a gestì lo stesso giochetto della destra. Stesse regole, stessi padroni, solo coi modi più garbati.
E piano piano, tra ‘na privatizzazione e ‘na precarietà, s’è persa la gente vera: quella delle periferie, quella che fatica, quella che ormai nun crede più a niente. E insieme ai voti, s’è persa anche la dignità.
Oggi ce raccontano che bisogna essere “responsabili”, “governativi”, che tanto più de così un se pòl fa’. Ma se giochi sempre co’ le regole dell’avversario, indovina un po’? Hai già perso in partenza.
Noi però un se sta qui a fare i puri o a tirare su muri. Anzi. Le porte nostre son spalancate.
Se davvero, come ce dite sottovoce, la pensate come noi… ma che aspettate a cambiare strada?
Noi ve se vole accogliere, mica respingere. Insieme se pòl fa’ sul serio:
basta co’ ‘ste privatizzazioni, a comincià dall’acqua – che qui ad Arezzo l’hanno svenduta come fosse niente. Basta co’ ‘na politica che pare un ufficio de collocamento per sistemasse tra amici.
Se pòl tornare a parlare de coerenza, de comunità, de prendersi cura dei posti invece de riempilli de paura e divise.
E poi c’è la solita minaccia:
“Così fate perdere il centrosinistra e vince la destra!”
Oh, ma ve rendete conto che dite?
Se basta che esistiamo noi per farvi perdere, allora vuol dire che già un c’avete più niente dentro. Che la destra v’ha già messo in testa come pensare e come agire.
Perché la destra un vince quando prende ‘n voto in più… vince quando ve fa diventare come lei, per paura de perdere.
E intanto quattro aretini su dieci manco votano più. E quelli chi li rappresenta? Noi vogliamo parlare anche con loro. Noi voti un se caveno: semmai s’arpoteno a casa.
A noi ‘sta città ce sta a cuore davvero.
Vogliamo costruilla insieme, senza furbate, senza compromessi con chi vede il potere come cosa sua. I beni comuni un se toccheno, punto.
È tempo de smettere de fare i guardiani delle rovine e provare a essere, tutti insieme, l’inizio de qualcosa de nuovo.
Se davvero volete cambià le cose… sapete dove trovacce.


