AREZZO – Doveva essere una sosta veloce per sgranchirsi le gambe e magari prendere un caffè annacquato, ma si è trasformata nell’ennesimo episodio della saga italiana “Controllo a caso che rovina piani geniali”.
Protagonista un uomo fermato dalla Polizia Stradale mentre si trovava nei pressi dell’Area di Servizio Lucignano Ovest, accanto a una Range Rover Sport che, a quanto pare, aveva più identità di un concorrente di talent show.
L’auto, parcheggiata con fare innocente e apparentemente abbandonata come una Panda del ’98, ha però attirato l’attenzione degli agenti. “Era troppo normale per essere normale”, ha dichiarato una fonte, indicando come primo indizio delle targhe “sospettosamente perfette, quasi come se fossero finte”.
Rintracciato poco dopo, il conducente – cittadino colombiano residente in Spagna e probabilmente in cerca di un parcheggio definitivo – ha esibito documenti che a prima vista sembravano autentici, ma che al tatto hanno restituito la stessa sensazione di una banconota del Monopoli.
Gli accertamenti tecnici hanno poi confermato i sospetti: numero di telaio abraso con la delicatezza di chi usa la carta vetrata su un graffio, ma centralina elettronica meno collaborativa del previsto, che ha “cantato” rivelando l’origine del veicolo, rubato a Napoli il 12 aprile. Un classico caso di tecnologia che non sta al gioco.
A quel punto, considerando anche il concreto rischio che il soggetto decidesse di “tornare in Spagna a piedi, ma molto velocemente”, è scattato il fermo e il trasferimento presso il carcere di Arezzo.
Gli inquirenti ricordano infine che l’indagato è da considerarsi innocente fino a sentenza definitiva, anche se la Range Rover, nel frattempo, sembra aver già preso le distanze dichiarando: “Io non lo conoscevo, giuro”.


