CASTIGLION FIORENTINO — A Castiglioni la legalità dura meno di un geranio sul balcone della zia col pollice nero. Nel 2019, tra scolaresche commosse, assessori col vestito buono e fotografi schierati manco fosse Sanremo, venne piantato l’“albero della legalità” dedicato a Giovanni Falcone e Paolo Borsellino.
Una cerimonia piena di parole importanti: memoria, impegno, futuro, giustizia. C’era chi piangeva, chi applaudiva e chi già pensava a dove mettere il buffet.
Oggi però dell’albero non è rimasto nulla. Sparito. Volatilizzato. Più irreperibile di un parcheggio gratis in centro. Al suo posto una targa mezza scolorita e il classico silenzio istituzionale da “eh ma bisogna vedere”.
A denunciare la situazione è il gruppo consiliare Rinascimento Castiglionese, che chiede di ripiantare l’albero entro il 23 maggio, anniversario della strage di Capaci. “Non servono grandi eventi”, spiegano, “basterebbe annaffiarlo ogni tanto invece di usarlo per fare la foto col mazzo di fiori”.
Secondo alcuni cittadini il problema sarebbe nato quando ci si è accorti che un simbolo della legalità richiede manutenzione continua. “Pensavano fosse come i buoni propositi a gennaio: lo metti lì e poi campa da solo”, racconta un pensionato indicando la targa con la stessa espressione con cui si guarda il conto della luce.
Intanto in paese cresce il mistero: che fine ha fatto l’albero? C’è chi parla di incuria, chi di dimenticanza e chi giura di averlo visto l’ultima volta durante una sagra accanto alla brace delle salsicce.


