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📄 FONTE comunicato stampa Alternativa Comune Arezzo
AREZZO – “L’acqua non deve generare profitto, deve generare coscienza collettiva”. Con queste parole, pronunciate davanti a una caraffa filtrante comprata su Amazon a 129 euro, il Comitato Acqua Pubblica Arezzo ha convocato per giovedì 7 maggio alla Casa dell’Energia l’incontro “Un’altra acqua è possibile”, evento che promette di riportare finalmente il dibattito italiano agli anni in cui si usavano ancora termini come “neoliberismo” senza essere ironici.
Secondo gli organizzatori, dopo trent’anni di gestione privatistica è arrivato il momento di “riprendersi il governo assoluto del servizio idrico integrato”, formula che secondo alcuni costituzionalisti potrebbe significare sia una rivoluzione popolare sia l’occupazione simbolica di un depuratore.
Nel comunicato, i promotori denunciano il carattere “predatorio” delle aziende che gestiscono l’acqua, colpevoli di voler trarre profitto da un bene indispensabile alla vita. “Per anni ci hanno preso in giro con le società a capitale pubblico” spiega un attivista “ma abbiamo finalmente scoperto che una S.p.A. è un’azienda. È stato uno shock tremendo”.
Particolarmente acceso il passaggio dedicato al referendum del 2011, definito “la dimostrazione più dolorosa dell’attacco alla democrazia”. “Ventisette milioni di italiani votarono contro la mercificazione dell’acqua” ricorda il Forum Toscano Movimenti per l’Acqua “e da allora le istituzioni hanno fatto finta di niente. Un po’ come quando accetti i cookie senza leggere”.
Il movimento punta ora a una gestione totalmente pubblica del servizio, convinto che senza il profitto spariranno magicamente bollette alte, tubature che perdono e impiegati che rispondono “provi a spegnere e riaccendere il rubinetto”.
Previsto durante la serata anche un momento musicale con tamburi, letture di Gramsci e una dimostrazione pratica di democrazia partecipativa: 40 persone che cercano contemporaneamente di decidere chi deve comprare le bottiglie d’acqua per il buffet.


