AREZZO – Clima rovente alle elezioni comunali: il candidato del centrosinistra Vincenzo Ceccarelli denuncia la “macchina del fango” messa in moto dagli avversari, mentre metà città ammette di non sapere nemmeno cosa sia una PEC ma di essere comunque “molto indignata”.
La polemica nasce dopo le accuse di Fratelli d’Italia sulla vecchia esperienza lavorativa del candidato, tra bilanci non depositati, incarichi confusi e fantasmi di Banca Etruria riesumati più velocemente dei cinghiali in Tangenziale.
«Trasparenza totale», ha dichiarato Ceccarelli, spiegando di essere stato in aspettativa politica e senza alcun ruolo gestionale. Una precisazione tecnica che però ad Arezzo ha generato ancora più confusione.
«Io ho sentito “project manager” e “general manager” e ho pensato fosse il nuovo menù del Sottopiazza», racconta un pensionato mentre discute animatamente davanti a un caffè corretto sambuca.
Intanto gli elettori cercano di orientarsi nella campagna elettorale più surreale degli ultimi anni: da una parte accuse societarie degne di una commissione parlamentare, dall’altra video TikTok, selfie coi cantanti e candidati che promettono “la svolta” da almeno quattro legislature consecutive.
Secondo gli esperti, il livello dello scontro si è ormai talmente alzato che il prossimo dibattito pubblico potrebbe essere sostituito direttamente da una gara di Subbuteo in Piazza Grande.
Favorito, al momento, il centrosinistra grazie all’esperienza accumulata negli anni nel dribblare domande su Coingas, Estra e partecipate varie senza mai perdere il sorriso.
Nel frattempo i cittadini chiedono risposte concrete.
«A me dei bilanci interessa il giusto», spiega una commerciante del centro. «Vorrei solo capire se dopo le elezioni qualcuno riuscirà finalmente a chiudere un cantiere prima della pensione».
La tensione resta alta. Fonti vicine alla campagna elettorale confermano che nelle prossime ore potrebbe emergere un nuovo scandalo clamoroso: qualcuno avrebbe parcheggiato cinque minuti in doppia fila durante un aperitivo istituzionale.


