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📄 FONTE Chimera Arcobaleno Arcigay Arezzo
Ad Arezzo c’è chi s’è presentato col programma, chi coi distinguo… e chi direttamente col mutismo selettivo.
Chimera Arcobaleno Arcigay Arezzo ha mandato un questionario a tutte le candidature a sindaco e alle liste per capire una cosa semplice semplice: sui diritti LGBTQIA+ ci siete o fate finta di perde’ la posta?
Risultato? Cinque candidati hanno risposto. Uno no.
E già qui si capisce l’andazzo.
A raccattare il guanto sono stati Vincenzo Ceccarelli, Marco Donati, Serena Marinelli, Michele Menchetti ed Egiziano Andreani.
Marcello Comanducci invece ha scelto la linea del “non pervenuto”. Silenzio tombale. Come quelli che leggono il messaggio su WhatsApp e poi spariscono dietro il mobile dell’ingresso.
Le domande toccavano temi precisi: adesione alla rete Ready contro le discriminazioni, contrasto all’omo-bi-transfobia, dialogo con le associazioni, formazione ai dipendenti comunali, rispetto dell’identità di genere, educazione alle pluralità e perfino il patrocinio al Toscana Pride. Roba concreta, insomma. Non il solito “volemose bene” da campagna elettorale.
Ceccarelli e Marinelli hanno detto sì praticamente a tutto.
Donati invece frena su due punti: celebrazioni istituzionali contro l’omotransfobia e patrocinio al Pride. Tradotto: “ni”, con riserva di ripassare dopo i supplementari.
Menchetti mostra parecchi distinguo, soprattutto su identità di genere e patrocinio al Pride, mentre Andreani boccia cinque proposte su otto spiegando che “i diritti civili non vanno confusi con impostazioni ideologiche”. Formula diplomatica per dire: piano con le bandiere.
E poi c’è il caso Comanducci. Nessuna risposta.
Che politicamente è già una risposta.
Anche tra le liste il clima pare quello della tombola di Natale: chi partecipa, chi tentenna e chi proprio è uscito a fumarsi una sigaretta.
Su 18 liste, in 14 hanno mandato una posizione.
Forza Italia, Fratelli d’Italia, Lega e Casa Riformista invece han preferito il metodo “facciamo finta di nulla”. La lista “Con Arezzo – lista delle frazioni” ha spiegato che dentro son tutti diversi e quindi ancora non hanno affrontato l’argomento. In pratica: prima bisogna mettere d’accordo anche il cugino del cugino.
Nel centrosinistra invece AVS, PD, Movimento 5 Stelle e Arezzo Partecipa sposano tutte le richieste di Arcigay.
Alternativa Comune con Serena Marinelli rilancia pure con educazione sessuo-affettiva nelle scuole, lotta al bullismo omo-transfobico e riconoscimento di tutte le forme di famiglia.
Tra le liste di Donati prevale il “sì però vediamo”, mentre nel centrodestra succede una roba curiosa: il candidato sindaco tace, ma alcuni capolista parlano a titolo personale. Un po’ come quelli che a cena dicono: “io lo penso, ma non lo dire al tavolo”.
Arcigay rivendica l’obiettivo dell’iniziativa: aiutare gli elettori a capire chi intende assumersi impegni concreti e chi invece preferisce glissare. Perché alla fine il punto è tutto lì: quando si parla di diritti, anche il silenzio pesa.
E ad Arezzo, si sa, c’è gente che davanti ai temi scomodi riesce a diventà invisibile meglio del mago Silvan.


