Dopo anni di camminate, eventi e navigatori impazziti nei boschi, arriva un percorso segnalato tutto l’anno che collega Arezzo all’Alpe di Poti. L’obiettivo? Far arrivare i camminatori in cima senza dover interrogare ogni fungaiolo incontrato lungo il tragitto.
AREZZO – C’è chi a Poti ci sale in mountain bike, chi correndo, chi con il cane e chi, più semplicemente, perché a un certo punto ha sbagliato strada ed è finito lassù per caso.
Da oggi però raggiungere l’Alpe di Poti sarà un po’ più semplice.
Nasce infatti “Poti a Piedi”, il nuovo percorso permanente che collega Villa Severi alla montagna più amata dagli aretini attraverso sentieri, boschi e scorci che molti conoscono soltanto di nome e altri fingono di conoscere quando parlano di trekking.
La vera novità dell’edizione 2026 è che il tracciato non sarà più legato soltanto agli eventi organizzati durante l’anno.
Grazie alla collaborazione con il CAI di Arezzo, il percorso diventa stabile, riconoscibile e percorribile in autonomia grazie a una segnaletica dedicata che accompagnerà i camminatori lungo il tragitto.
Tradotto dal linguaggio escursionistico:
non servirà più telefonare all’amico che “conosce tutti i sentieri”, né interpretare segni misteriosi sugli alberi come fossero messaggi lasciati da antiche civiltà montane.
Basterà seguire il simbolo giallo scelto per identificare il percorso.
Un’innovazione che potrebbe rivoluzionare le domeniche di molti aretini abituati a partire convinti di andare a Poti e ritrovarsi mezz’ora dopo a discutere se quella fosse davvero la strada giusta.
Il tracciato sfrutta in gran parte sentieri già esistenti, compreso il sentiero 131 dedicato a Gianpaolo Matteagi, per poi proseguire verso Pomario e ricongiungersi infine al sentiero 133 fino all’arrivo a Poti.
In sostanza, una specie di autostrada verde.
Senza pedaggio.
E con decisamente meno traffico della tangenziale.
L’iniziativa nasce dalla collaborazione tra Fondazione Arezzo Wave Italia, Calcit, CAI Arezzo e numerose realtà del territorio che hanno lavorato per trasformare quella che era una manifestazione in un percorso fruibile durante tutto l’anno.
L’idea è semplice.
Far riscoprire agli aretini il territorio camminando.
Una pratica che negli ultimi anni sta tornando di moda, complice la crescente consapevolezza che guardare il panorama dal vivo offre generalmente una definizione migliore rispetto alle foto viste sul telefono.
E poi diciamolo.
In una città dove spesso si discute di mobilità sostenibile, ambiente e qualità della vita, l’idea di collegare il centro cittadino alla montagna attraverso un sentiero permanente sembra una di quelle rare iniziative che mettono d’accordo quasi tutti.
Escursionisti.
Famiglie.
Sportivi.
E perfino quelli che normalmente camminano soltanto dal parcheggio al bar.
Ogni tanto si può arrivare a Poti anche senza automobile.
E, incredibilmente, qualcuno potrebbe pure divertirsi lungo la strada.



Bellissima iniziativa!