AREZZO – Ancora una volta la città è riuscita nell’impresa che la rende famosa ben oltre i confini provinciali: trasformare un temporale di inizio estate in un’esercitazione generale della Protezione Civile.
Nella tarda serata di martedì sono bastati pochi minuti di pioggia per riportare alla luce una delle tradizioni più radicate del territorio: l’allagamento seriale di sottopassi, strade, garage e scantinati.
Questa volta però non si tratta soltanto di foto e commenti indignati sui social. I numeri raccontano una serata piuttosto movimentata: oltre 40 richieste di soccorso sono arrivate in pochi minuti alla sala operativa dei Vigili del Fuoco di Arezzo.
Per far fronte all’ondata di emergenze, oltre alle squadre del comando provinciale sono dovuti intervenire anche i distaccamenti di Bibbiena e Sansepolcro.
La maggior parte delle chiamate riguardava garage e scantinati trasformati improvvisamente in piscine private non richieste dal proprietario.
Ma il vero successo della serata è stato registrato nei sottopassi cittadini, dove quattro automobilisti sono rimasti bloccati nelle proprie vetture tra via Lebole, via Edison, via Ferraris e la Baldaccio, sperimentando dal vivo il nuovo progetto di mobilità anfibia aretina.
Non è mancato nemmeno un incidente sull’Autosole, all’altezza del casello di Arezzo in direzione nord, fortunatamente con una sola vettura coinvolta.
Nel frattempo, in via della Chimera e in altre zone della città , alcuni residenti hanno deciso di non attendere santi, tecnici o miracoli idraulici e si sono messi direttamente a liberare i tombini ostruiti, conquistandosi sul campo il titolo di addetti alla manutenzione ad honorem.
Sui social, come da protocollo ormai consolidato, si è immediatamente aperto il dibattito.
Da una parte il partito del “bastava pulire i tombini”, convinto che nelle caditoie cittadine crescano ormai ecosistemi autonomi.
Dall’altra il fronte dell'”evento estremo”, secondo cui sarebbe andato in crisi qualunque sistema fognario esistente sulla Terra, compresi quelli progettati dalla NASA.
Nel giro di poche ore Facebook si è trasformato nel più grande convegno nazionale di ingegneria idraulica mai organizzato ad Arezzo. Tra un commento e l’altro si è parlato di cambiamenti climatici, manutenzioni mancate, fossi, consorzi, ballottaggio comunale e responsabilità politiche degli ultimi dieci anni.
Intanto una certezza resta: ad Arezzo nessuno riesce ancora a prevedere chi vincerà le elezioni.
Gli allagamenti invece arrivano sempre puntuali.


