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📄 FONTE comunicato stampa Gruppo Consiliare Rinascimento Castiglionese
A Castiglion Fiorentino c’è un mistero che nemmeno “Chi l’ha visto?” avrebbe il coraggio di affrontare: quello dei bambini fantasma. Ben 161 piccoli cittadini che, secondo i numeri presentati al Ministero per ottenere i finanziamenti del nuovo polo 0-6 della Spiaggina, esisterebbero eccome. Peccato che all’anagrafe se ne trovino molti meno.
Nel frattempo, le scuole di Santa Cristina e La Nave si preparano a salutare alunni e campanelle, anche se – almeno formalmente – il loro funerale amministrativo non sembra ancora essere stato celebrato. Per il Ministero risultano infatti ancora vive e vegete, ma alle famiglie sarebbe già stato gentilmente suggerito di guardarsi intorno e cercare altri lidi scolastici.
Una sorta di chiusura in modalità “Schrödinger”: le scuole sono aperte e chiuse allo stesso tempo, almeno finché non compare un atto ufficiale che sciolga il mistero.
La replica dell’assessore Franceschini, anziché spegnere le polemiche, sembra aver acceso altre domande. Se gli edifici presentavano problemi strutturali da anni, perché i lavori previsti nei programmi delle opere pubbliche sono rimasti sulla carta? E se la denatalità è così drammatica da giustificare la chiusura dei plessi esistenti, come si spiega l’investimento da oltre cinque milioni di euro per un nuovo polo destinato proprio ai bambini che, a quanto pare, starebbero diminuendo?
Domande che portano al vero enigma castiglionese del 2026: da dove saltano fuori quei 161 bambini in più? Sono nascosti dietro i cipressi della Valdichiana? Arrivano con le rondini in primavera? O magari frequentano già l’asilo invisibile, dove le classi non si vedono ma i finanziamenti sì?
Il gruppo consiliare Rinascimento Castiglionese chiede spiegazioni e sostiene che, finché non arriveranno risposte chiare, sulla vicenda continueranno ad addensarsi più ombre che maestri.
E così, mentre Santa Cristina e La Nave rischiano di abbassare le serrande senza nemmeno una cerimonia ufficiale, a Castiglioni resta aperto un interrogativo che vale milioni di euro: i bambini mancano oppure abbondano? Perché, delle due l’una. A meno che non si contino quelli immaginari.


