Alla fine gli aretini l’hanno bell’e deciso: Marcello Comanducci sarà il nuovo sindaco della città . Quando lo spoglio era ormai agli sgoccioli, il candidato del centrodestra viaggiava attorno al 56%, lasciando dietro Vincenzo Ceccarelli e mettendo il sigillo su una vittoria che già dal primo turno aveva preso una certa piega.
A caldo, emozionato, Comanducci ha dedicato il successo al padre Piero, scomparso undici anni fa. «Questa vittoria la dedico a mio babbo», sono state le prime parole del nuovo sindaco.
E così, dopo settimane di manifesti, santini, strette di mano, cene elettorali e promesse da tutte le parti, gli aretini hanno messo la croce e detto la loro. E quando il popolo decide, c’è poco da fare: si leva il cappello e si prende atto.
Al primo turno Comanducci aveva raccolto 19.886 voti, pari al 43,81%, mentre Ceccarelli si era fermato a 14.691 preferenze (32,36%). Al ballottaggio, però, la partita s’è chiusa senza troppi patemi.
Da stamani, insomma, in Palazzo Cavallo cambia l’inquilino. E adesso viene la parte più difficile: perché in campagna elettorale son tutti boni, ma poi tocca governare davvero. E lì, come si dice da queste parti, un ci sono più né comizi né bandierine: c’è da pedalare.


