Partiamo sempre dai documenti. Il resto è il nostro modo di leggerli
📄 FONTE comunicato stampa Camera di Commercio Arezzo e Siena
Alla Borsa Merci di Arezzo si è celebrata la Giornata dell’Economia 2026, occasione durante la quale esperti e studiosi hanno confermato che la provincia è ricchissima, anche se la notizia non è ancora giunta alle famiglie che continuano a confrontare i prezzi delle zucchine con la stessa apprensione riservata allo spread.
Secondo il rapporto presentato dalla Camera di Commercio, il 2025 è stato un anno da record: oltre 18 miliardi di euro di esportazioni, trainate soprattutto dai lingotti d’oro grezzo, diventati il nuovo bene rifugio mondiale dopo le tensioni internazionali.
«Arezzo produce così tanto oro che presto verrà proposta come riserva strategica della Banca Centrale Europea», avrebbe commentato qualcuno che aveva capito solo metà della relazione.
Meno bene, invece, l’oreficeria tradizionale, che ha registrato un calo importante. Una notizia che ha gettato nello sconforto migliaia di lavoratori e costretto numerosi pensionati al bar a sostituire la frase «Una volta si lavorava meglio» con la più aggiornata «Una volta almeno si vendevano i braccialetti».
Gli esperti hanno poi spiegato che il mercato del lavoro gode di buona salute, anche se oltre la metà delle aziende lamenta difficoltà nel trovare personale. Un fenomeno che ha spinto alcuni imprenditori a compiere gesti estremi, come pubblicare annunci senza la dicitura «giovane con dieci anni di esperienza».
Nonostante un tasso di disoccupazione tra i più bassi d’Italia, cresce il numero degli inattivi, categoria composta da persone che hanno smesso di cercare lavoro e da automobilisti bloccati sulla regionale 71.
Le previsioni per il 2026 parlano di rallentamento economico, inflazione in aumento e potere d’acquisto in calo. In pratica, secondo gli analisti, gli aretini diventeranno sempre più ricchi sulla carta e sempre più prudenti davanti al banco dei salumi.
Preoccupano anche i dati demografici. La popolazione invecchia, nascono meno bambini e i piccoli comuni si spopolano. Una situazione che, secondo alcuni osservatori, potrebbe portare entro il 2040 alla trasformazione di interi paesi in enormi gruppi WhatsApp di ex residenti.
Resta infine il nodo del turismo e degli affitti brevi. Le case rischiano di diventare sempre più un investimento e sempre meno un luogo dove vivere. Una prospettiva che potrebbe spingere molti aretini a trasferirsi direttamente dentro i B&B, almeno per risparmiare sulle bollette.
Gli esperti, comunque, invitano alla calma: la provincia è economicamente viva. Adesso resta solo da convincerne anche i cittadini.
Dalla-rarefazione-demografica-alla-citta-abitata Cinzia Buccianti UNISI


