Arezzo piange Roberto Bardelli, conosciuto da tutti come “Breda”, scomparso questa mattina dopo aver combattuto a lungo contro una malattia che non gli ha lasciato scampo.
Era nato ad Arezzo il 10 marzo 1972 e aveva 54 anni. Lascia la moglie Barbara e il figlio Andrea.
La politica era entrata molto presto nella sua vita. Bardelli raccontava di essersene appassionato già a quindici anni, trasformando quell’interesse giovanile in un lungo impegno nelle istituzioni e nel dibattito pubblico cittadino.
Nel 1999 era stato eletto consigliere della Circoscrizione Giotto, della quale dal 2006 aveva ricoperto anche l’incarico di vicepresidente. Successivamente era approdato a Palazzo dei Priori come consigliere comunale, sedendo tra i banchi dell’opposizione e della maggioranza. Aveva inoltre ricoperto l’incarico di consigliere provinciale.
Chi lo conosceva, però, sapeva che Roberto Bardelli non poteva essere racchiuso soltanto nella parola “politica”.
Era un uomo dalle molte passioni, vissute sempre senza mezze misure. C’era la musica, con la batteria suonata nel gruppo rock “Noi Nati Male” e la fondazione, nel 2002, dell’etichetta indipendente Soffici Dischi. C’era la Giostra del Saracino, con il legame profondo e viscerale con il Quartiere di Porta Sant’Andrea, del quale aveva ricoperto diversi incarichi.
E poi l’Arezzo Calcio, i libri, la storia, i motori, il rugby, la boxe e quella curiosità inesauribile che lo portava a interessarsi e a discutere praticamente di tutto. Roberto era fatto così: difficile trovarlo senza un’opinione, ancora più difficile convincerlo a tenerla per sé.
Per molti anni aveva gestito la stazione di servizio di via Anconetana, un luogo di lavoro che nel tempo era diventato anche un punto d’incontro. Perché Breda non si limitava a servire carburante: dispensava considerazioni politiche, ricordi, battute e discussioni, spesso gratuitamente e senza neppure bisogno della tessera fedeltà.
Era stato anche collaboratore de L’Ortica, dove aveva pubblicato numerosi interventi dedicati alla politica, alla storia, alla cultura e ai temi sociali. Nel suo profilo si definiva un “inguaribile ottimista” e ripeteva che una soluzione esiste sempre. Una frase che oggi pesa ancora di più, davanti a una battaglia per la quale, purtroppo, la soluzione non è arrivata.
Il suo modo di partecipare alla vita pubblica poteva dividere, far discutere e talvolta irritare. Ma era diretto, riconoscibile e profondamente legato alla città. Roberto Bardelli non era uno di quelli che attraversano la politica cercando di non lasciare impronte: lui le lasciava, magari pestando qualche piede, ma senza nascondersi.
Negli ultimi mesi aveva affrontato la malattia lontano dal clamore, circondato dall’affetto dei familiari e degli amici più vicini.
Con la sua morte Arezzo perde un uomo che ha vissuto intensamente ogni appartenenza: politica, culturale, musicale e quartieristica. Un aretino innamorato della propria città, capace di difenderla, criticarla e raccontarla con la stessa energia.
Alla moglie Barbara, al figlio Andrea, ai familiari, agli amici e a tutta la famiglia di Porta Sant’Andrea vanno le più sincere condoglianze della redazione de L’Ortica.
Ciao Breda.
Questa volta il bicchiere è difficile vederlo mezzo pieno.
Da oggi pomeriggio alla Croce Bianca la Camera Ardente.


