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Pionta, si costruisce il nuovo e il vecchio va a ramengo: tanto paga pantalone

Nuovi cantieri sanitari, palazzine che aspettano da anni una destinazione e un’Asl Sud Est che nel 2025 ha chiuso con una perdita di oltre 94 milioni. Dai social parte una domanda semplice: prima di mettere altro cemento, qualcuno ha fatto i conti su quello che c’è già?

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Pionta, si costruisce il nuovo e il vecchio va a ramengo: tanto paga pantalone

Nuovi cantieri sanitari, palazzine che aspettano da anni una destinazione e un’Asl Sud Est che nel 2025 ha chiuso con una perdita di oltre 94 milioni. Dai social parte una domanda semplice: prima di mettere altro cemento, qualcuno ha fatto i conti su quello che c’è già?

Al Pionta succede una cosa molto italiana: da una parte si costruisce, dall’altra si lascia deteriorare quello che già esiste.

A sollevare la questione è Fabio Butali con un intervento pubblicato su Facebook. Nel mirino ci sono i nuovi cantieri dell’Asl nell’area del Colle del Pionta, l’ampliamento del punto prelievi di via Baldaccio d’Anghiari e, dall’altra parte, alcune strutture esistenti che da tempo attendono recupero, riconversione o almeno una risposta sul proprio futuro.

La domanda, depurata dal linguaggio tecnico-amministrativo che solitamente serve a far perdere la voglia di arrivare al secondo capoverso, è questa:

se ci sono edifici vuoti o inutilizzati, perché costruirne altri?

Naturalmente potrebbero esserci ottime ragioni. Costi di ristrutturazione, vincoli, sicurezza antisismica, requisiti sanitari, destinazioni incompatibili. Tutto possibile.

Ed è proprio per questo che sarebbe interessante conoscerle.

Cantiere al Colle del Pionta tra un edificio esistente e la nuova struttura in costruzione
Il cantiere in corso al Colle del Pionta accanto agli edifici già presenti nell’area. Foto L’Ortica, 4 settembre 2026.

Il Pionta: nuovo di pacca accanto al “poi vedremo”

Butali cita alcune palazzine del Pionta, compresa Villa Chianini, e richiama l’attenzione anche sul contesto del Duomo Vecchio e della chiesa di Santo Stefano.

Il problema non è soltanto estetico.

Edificio esistente al Colle del Pionta con facciata segnata dal tempo e graffiti
Uno degli edifici esistenti fotografati durante il sopralluogo dell’Ortica al Colle del Pionta. Foto L’Ortica, 4 settembre 2026.

Un edificio pubblico inutilizzato non resta educatamente fermo ad aspettare tempi migliori. Si degrada, costa, diventa un problema di sicurezza e finisce per trasformarsi nel monumento ufficiale alla frase “ci stiamo lavorando”.

Nel frattempo, però, i nuovi cantieri procedono.

E allora la domanda resta lì, antipatica come una multa sotto il tergicristallo:

quanto costa costruire il nuovo e quanto costerebbe recuperare il vecchio?

Tabella delle perdite 2025 delle aziende sanitarie toscane con Asl Toscana Sud Est a 94,2 milioni di euro.
Il prospetto con le perdite 2025 delle aziende sanitarie toscane: la Asl Toscana Sud Est registra un risultato negativo di circa 94,2 milioni di euro.

E poi ci sono quei 94 milioni

Nel dibattito è comparso anche un altro numero che rende la questione un po’ meno accademica.

L’Asl Toscana Sud Est avrebbe chiuso il 2025 con una perdita di circa 94,2 milioni di euro, contro i 66,4 milioni dell’anno precedente.

Quasi 28 milioni di rosso in più.

Questo non significa che il deficit sia causato dai nuovi edifici del Pionta. Sarebbe una conclusione tanto comoda quanto priva, al momento, di dimostrazione.

Significa però che, con conti del genere, chiedere come venga gestito il patrimonio immobiliare pubblico non sembra esattamente un passatempo da pensionati al bar.

Semmai diventa una domanda ancora più interessante.

“Vendere, recuperare o lasciar marcire?”

Nei commenti al post qualcuno propone di recuperare gli immobili inutilizzati, qualcun altro di venderli per evitare ulteriori costi.

Sono opinioni.

Ma dietro le opinioni ci sono domande alle quali l’Asl potrebbe rispondere con qualche numero:

quanto valgono gli immobili inutilizzati?

Quanto costa mantenerli?

Quali sono recuperabili?

Quali invece sarebbe più conveniente alienare?

Perché per alcuni servizi è stata scelta una nuova costruzione?

E soprattutto: esiste un piano complessivo oppure ogni edificio sta aspettando pazientemente il proprio miracolo amministrativo?

Il casottino, perché una ciliegina ci vuole

Butali conclude ricordando anche il famoso casottino di Campo di Marte.

Tema diverso, amministrazioni diverse, ma una parentela spirituale esiste: opere, immobili e strutture pubbliche capaci di attraversare le stagioni mentre cittadini e istituzioni discutono su chi debba fare cosa.

Ad Arezzo alcune cose diventano patrimonio storico prima ancora che qualcuno decida cosa farne.

La domanda dell’Ortica

Non sappiamo se recuperare gli edifici esistenti sarebbe davvero meno costoso che costruirne di nuovi.

Ed è precisamente questo il punto.

Lo chiediamo all’Asl Toscana Sud Est:

quali valutazioni economiche e tecniche hanno portato alla scelta delle nuove strutture?

Qual è il futuro degli immobili inutilizzati del Pionta?

Esiste un programma con costi e tempi per recupero, vendita o riconversione?

Perché, davanti a un bilancio in rosso da 94 milioni, anche una vecchia palazzina abbandonata smette di essere soltanto brutta.

Diventa una domanda con il cartellino del prezzo attaccato.

Il Pionta nelle immagini

Le fotografie sono state realizzate durante il sopralluogo dell’Ortica al Colle del Pionta il 4 settembre 2026.

Questo articolo raccoglie segnalazioni e opinioni espresse pubblicamente sui social, distinguendole dai fatti verificabili. L’ironia viene utilizzata per commentare questioni di interesse pubblico.

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Gino Perticai
Gino Perticai
Dal 1973 nel mondo della comunicazione, una breve esperienza Milanese con A.P.C. agenzia di Marketing, con l’avvento delle prime radio in Fm inizia una serie di esperienze nelle radio locali: Radio Torre Petrarca, Radio OK, Golden Radio, Radio Life,  fino al 1998 momento in cui l’innata curiosità e la voglia di sperimentare novità lo portano a maturare il primo interesse sul world wide web. E' da lì che nel 2000 nasce l’idea delle prime testate regionali on line. Fonda Arezzo Notizie e la dirige fino al Giugno 2016. l'Ortica è la sua nuova scommessa.

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