Partiamo sempre dai documenti. Il resto è il nostro modo di leggerli
📄 FONTE Ufficio stampa Partito Democratico Arezzo
Nota di Rossella Peruzzi, segretaria del Circolo Cervino
Il periodo delle potature è confermato dall’articolo 12 del Regolamento di tutela del verde del Comune di Arezzo, modificato con deliberazione del Consiglio comunale n. 141 del 28 luglio 2008.
Una richiesta rivoluzionaria, almeno per la politica locale: prima di tagliare un ramo, guardare l’albero.
La nota, firmata dalla segretaria Rossella Peruzzi, si rivolge in particolare all’assessore al verde pubblico Gianfrancesco Gamurrini. Il messaggio è semplice: la manutenzione serve, ma potare non dovrebbe significare trasformare ogni pianta in un attaccapanni comunale.
Il Pd ricorda che il Regolamento di tutela del verde del Comune di Arezzo indica per le specie decidue il periodo compreso tra il 1° novembre e il 15 marzo. Non è una data estratta dall’oroscopo botanico: è quanto stabilisce l’articolo 12 del documento comunale.
Il regolamento suggerisce inoltre di evitare le riduzioni drastiche della chioma, meglio conosciute come capitozzature. Un’indicazione tecnica che ad Arezzo potrebbe essere tradotta così: se dopo l’intervento l’albero sembra un lampione venuto male, forse avete esagerato.
Per le specie sempreverdi sono previsti i periodi dal 15 dicembre al 28 febbraio e dal 15 luglio al 15 agosto; per i lecci dal 1° aprile al 10 giugno. Le parti morte, invece, possono essere rimosse durante tutto l’anno. Anche gli alberi, insomma, hanno un calendario più organizzato di certi cantieri cittadini.
Il Circolo Cervino chiede inoltre una verifica preventiva della presenza di nidi e fauna selvatica, soprattutto durante la stagione riproduttiva. Prima di avviare motoseghe e piattaforme, sarebbe dunque opportuno controllare se tra i rami abita qualcuno.
Peruzzi domanda interventi programmati, tecnicamente corretti e maggiormente trasparenti. L’obiettivo dichiarato è proteggere un patrimonio che offre ombra, migliora l’aria e contribuisce a contenere le temperature.
Il comunicato, però, non indica episodi specifici, alberature interessate o interventi già contestati. Si tratta quindi di un richiamo politico generale rivolto all’Amministrazione, alla quale spetterà eventualmente chiarire come siano programmate le potature e quali verifiche vengano effettuate prima dei lavori.
Nel frattempo gli alberi aretini restano immobili, com’è loro abitudine. Ma dopo anni passati a essere trattati come arredo urbano, potrebbero presto chiedere il riconoscimento come esseri viventi. Per la cittadinanza onoraria, invece, servirà prima il parere della commissione.
Immagine illustrativa generata con intelligenza artificiale


