L’Arezzo perde 3-2 contro il Palermo al termine di una partita che gli amaranto erano riusciti a rimettere in piedi dopo il doppio svantaggio. Cianci e Tavernelli firmano la rimonta, Augello la cancella al 94’ con un destro al volo da fuori area. Nel frattempo il mercato cambia un altro pezzo dell’attacco: Mario Ravasio passa al Foggia e Marco Olivieri arriva dal Cesena.
🍷 Il calice amaranto
Opinioni, impressioni e analisi sul mondo dell’Arezzo calcio viste dalla parte del tifoso. Una rubrica di Cesare Fracassi, tra campo, mercato e passione amaranto.
Questo articolo usa l’ironia per commentare fatti reali e valutazioni sportive soggettive.
Nel primo tempo il Palermo costruisce due azioni pericolose molto simili, portando palloni alti dentro l’area piccola. La prima finisce in rete ma viene annullata per un netto fuorigioco; la seconda porta Johnsen a spingere il pallone alle spalle di Nunziante.
E allora la domanda è inevitabile: l’area piccola è competenza del portiere, dei centrali alti oppure dell’attaccante avversario che arriva indisturbato e si prende le chiavi di casa?
La risposta, purtroppo, è meno comoda della domanda. Il portiere deve comandare, i difensori devono leggere il pallone e qualcuno deve seguire l’uomo. Se tutti aspettano che provveda il vicino, quello davanti segna e ringrazia pure per l’ospitalità.
La rimonta e il braccino del 2-2
Sotto di due reti, l’Arezzo reagisce da squadra vera. Cianci accorcia di testa, Tavernelli trova il pareggio e per qualche minuto il Palermo vede passare davanti agli occhi tutti i fantasmi disponibili in Sicilia.
Poi, però, arrivano i cambi e le linee amaranto si abbassano troppo. Per rispettare la cronologia: Pattarello entra prima del pareggio; Mawuli e Cerri subito dopo il 2-2; Viviani e Varela soltanto nel finale.
Da quel momento l’Arezzo pensa soprattutto a contenere. Renzi salva una situazione disperata, Nunziante deve ancora intervenire e gli avversari trovano spazio per calciare. Contro il Palermo può succedere, ma quando arretri fino quasi al sottopassaggio di via Baldaccio, prima o poi qualcuno viene a cercarti.
Chi entra deve portare il coltello, non il tovagliolo
Pattarello non è ancora al meglio e si vede. Cerri, il nostro “Robertino”, è grosso, grosso davvero, ma la stazza da sola non basta se la squadra non riesce più ad accompagnarlo.
Varela resta un giocatore particolare: quando siamo in vantaggio e servono corsa, pressione e ripartenze può valere parecchio. Quando bisogna recuperare e costruire gioco, qualche volta sembra arrivare soltanto la sua metà.
Mawuli e Viviani ad Avellino avevano contribuito a contenere l’assalto finale. Contro il Palermo, da subentrati, sono sembrati meno puntuali e spesso in ritardo sulle seconde palle. Chi entra a partita in corso deve entrare con il coltello fra i denti. Il tovagliolo si mette dopo.
Sul gol di Augello saltano tutti, il muro nessuno
La rete decisiva nasce sugli sviluppi di una rimessa laterale. Tre amaranto vanno sul pallone alto, ma dopo la respinta nessuno esce con decisione incontro ad Augello.
Il difensore del Palermo calcia al volo da fuori area e trova il gol della domenica, anche se era domenica davvero e quindi gli è riuscito senza nemmeno mentire.
Il tiro è splendido, ma davanti alla difesa qualcuno deve fare muro. Un centrocampista, il diretto avversario, un passante: basta che ci sia. Invece Augello ha avuto lo spazio per prendere la mira, compilare la domanda e spedirla a Nunziante con ricevuta di ritorno.
L’arbitro e le pagelle col fiasco accanto
Marinelli, arbitro di lunga esperienza, per il Calice amaranto non raggiunge la sufficienza. Alcune decisioni hanno lasciato parecchi dubbi e nel primo tempo l’Arezzo avrebbe potuto raccogliere più di quanto ottenuto, arbitro permettendo.
Vorrei poi conoscere chi ha dato 5,5 a Iaccarino. Non per litigarci: soltanto per capire se guardava Arezzo-Palermo oppure una replica di “Un posto al sole”.
E quelli che avevano dubbi su Righetti per la Serie B? Il ragazzo sta rispondendo sul campo, che resta il posto migliore per chiudere le discussioni senza dover aprire un gruppo WhatsApp.
Undici iniziali promossi, Inzaghi in lavanderia
Io salvo gli undici iniziali e salvo anche Bucchi. La partita era stata preparata molto bene e l’Arezzo, per lunghi tratti, ha messo alle corde una delle squadre più attrezzate del campionato.
Arena e Tavernelli sono stati super. Cianci ha segnato ancora e, caro Pietro, la doppia cifra in Serie B non è un sogno: continuando così diventa un appuntamento.
Al 2-2 Pippo Inzaghi sembrava una tarantola impazzita, con gli slip già a rischio lavanderia. Il suo festeggiamento dopo il gol di Augello dice però una cosa importante: il Palermo sapeva di averla scampata bella.
Giocare bene e perdere fa girare parecchio le scatole. Figuriamoci quando arriverà la giornata in cui giocheremo male. Ma non tutte le avversarie sono il Palermo e non tutte avranno un Augello pronto a levarti il punto dal bicchiere al 94’.
Ravasio saluta, Olivieri prende il numero 99
Intanto il mercato cambia l’attacco amaranto. Mario Ravasio passa al Foggia in prestito con obbligo di riscatto al verificarsi di determinate condizioni.
Lascia Arezzo dopo 45 presenze e 11 reti, ma soprattutto dopo aver dato un contributo importante alla promozione in Serie B. Generosità, lavoro sporco e gol pesanti: magari non sarà sempre stato elegante come un aperitivo in Piazza Grande, ma quando c’era da spingere il carretto non si è mai nascosto. Grazie Mario e buona fortuna, tranne naturalmente quando i risultati del Foggia dovessero entrare in conflitto con i nostri interessi.
Al suo posto arriva Marco Olivieri, classe 1999, in prestito dal Cesena con diritto di riscatto. Ha esperienza in Serie A, Champions League e oltre cento presenze in Serie B. Vestirà la maglia numero 99, che per un attaccante è già una dichiarazione: o segna oppure bisogna chiamare il centralino.
Benvenuto Marco. Qui il pubblico sa aspettare, purché l’attesa non superi i primi dieci minuti.
Il Palermo ci ha portato via un punto, ma non la convinzione che questo Arezzo possa stare bene in Serie B. Serve soltanto ricordarsi che l’area piccola non è una buca stradale: non possiamo aspettare che intervenga il Comune.


