Arezzo – Palazzo Cavallo, 2025.
E’ successo un casino della Madonna, ragazzi. La Torre del Comune lo scorso 17 luglio s’era svegliata co’ la bandiera palestinese che sventolava allegra sopra la testa dei tromboni del Palazzo. Panico, sbigottimento, telefonate frenetiche: “Chi è stato? Com’è potuto succedere? Un blitz, un attentato, chiamate la Digos, la NASA, i Ghostbusters!”.
E invece, fermi tutti. Ve lo diciamo noi chi l’ha fatto.
L’ABBIAMO FATTO NOI!
Noi chi?
Noi TUTTI.
Noi che un se ne può più di guardare i genocidi in TV mentre si mangia la pizza quattro stagioni. Noi che d’imboscarsi dietro al “non è competenza del Comune” ci s’è rotti i coglioni. Noi che si vuole vedere ‘sta città alzare la testa e non solo per guardare il conto alla rovescia della Giostra del Saracino.
Sì, siamo stati anche noi:
- CGIL AREZZO (e ora come fate, li licenziate tutti?)
- ARCI (gli stessi che vi fanno le feste e vi riempiono i circoli, eh)
- ISDE – Medici per l’Ambiente Arezzo (gli unici che curano le coscienze malate di ipocrisia)
- ANPI – Comitato Provinciale Arezzo (che di Resistenza se ne intendono…)
- Centro Franco Basaglia (perché qui l’unico manicomio è Palazzo Cavallo)
- Libera Valdarno (quelli che vi insegnano la legalità, ricordate?)
- Centro Enrico Berlinguer (che Berlinguer dal cielo ve l’avrà già tirata una moccolata)
- DEMOS
- Legambiente Arezzo e Valdarno Superiore (quelli che le bandiere ve le appenderebbero pure agli alberi, oltre che alle torri)
E chi più ne ha, più ne metta.Non è stata una bravata notturna di qualche “anarchico del campanile”, ma un gesto collettivo, consapevole, orgoglioso, rivendicato.Non ci nascondiamo dietro a nessun dito, men che meno dietro a quelle belle frasi da moderati ipocriti: “Eh, però bisogna sentire tutte le campane”…
Ecco, la campana l’abbiamo sentita, e suonava a morto. Non potevamo star zitti.Se è vero che la bandiera è stata rimossa in dieci minuti, manco fosse un cadavere scomodo. Ma quel gesto non si cancella mica con due viti e una scala.
Perché quando la dignità sventola, si vede anche senza bandiera.E ora via col teatrino della “caccia al colpevole”. Che ridere! I soliti quattro sceriffi da tastiera, co’ la sciarpetta d’ordinanza e la faccia da “moderati indignati”, che si spellano le mani a dire: “Ma come si permettono? Mica era autorizzata!”.Autorizzata? Ma ci fate o ci siete?
E autorizzati chi? I bombardamenti? Gli ospedali sventrati? Le chiese prese a missili? Quelli sì che sono autorizzati, eh? Ma quando la gente alza una bandiera per dire BASTA, allora diventa reato.Noi si rivendica questo gesto con la faccia scoperta.
Altro che “blitz notturni” come se fosse la Banda Bassotti. Noi ci s’è messo la faccia, le mani e il cuore. E se proprio volete fare i CSI di provincia, ve lo si dice subito: ci s’ha già le bandiere pronte per la prossima volta.Sindaco e compagnia bella, se proprio vi fa schifo tenerla su quella bandiera, almeno ardatecela!
Perché in mano nostra, quella, continuerà a sventolare. Dalla Torre, dalle finestre, dalle terrazze. E ve lo diciamo chiaro: che le bandiere aumentino, che spuntino come i funghi, che diventino una foresta.Chi ci accusa di “provocazione” dovrebbe vergognarsi del proprio silenzio.
Che la Storia lo segna, sapete? I complici sorridenti, i moderati che si girano dall’altra parte, quelli che “bisogna vedere come stanno davvero le cose”, fanno sempre una brutta fine nei libri di Storia. E la cosa buffa? È che son sempre gli stessi a ritrovarsi dalla parte sbagliata.Noi invece lo si sapeva benissimo da che parte stare:
Dalla parte della giustizia. Dalla parte della pace. Dalla parte della vita.E se per farvelo capire c’è da scalare tutte le torri d’Italia, tranquilli: scarpe comode, e via.
AREZZO PER GAZA: SIAMO STATI NOI. E CI SIAMO ANCORA.
CE L’ABBIAMO MESSA NOI! E ORA? CI ARRESTATE TUTTI?



AFFINCHÉ I PERSEGUITATI NON DIVENGANO
PERSECUTORI (Nelly Sachs)
Passi –
In quali grotte dell’eco
siete custoditi
voi che all’orecchio un tempo prediceste
morte futura?
Passi –
Né volo d’uccelli, né viscere squartate,
né Marte trasudante sangue
erano più oracolo di morte –
solo passi –
Passi –
Eterno gioco di carnefice e vittima,
persecutore e perseguitato,
cacciatore e cacciato –
Passi
che fanno rapace il tempo,
che addobbano l’ora di lupi,
che spengono nel sangue la fuga
al fuggiasco.
Passi
che contano il tempo con gemiti, grida,
col sangue versato finché si raggrumi,
ammucchiando ora su ora il sudore di morte –
Passi del boia
sui passi delle vittime,
lancetta dei secondi nel corso della terra,
da quale luna nera orrendamente mossa?
Nella musica delle sfere
dove stride il vostro suono?