Il territorio della Palestina è stato, nei secoli, crocevia di conquiste e dominazioni: dagli Egizi agli Assiri, dai Babilonesi ai Romani, passando per Arabi e Ottomani (Turchi). Tuttavia, il sentimento nazionalista palestinese iniziò a emergere con forza soltanto nel Novecento, ben prima della creazione dello Stato di Israele nel 1948. Già nel 1911, infatti, veniva pubblicata la rivista “Falestin” (Palestina), segno di una crescente identità culturale e politica.
Tra le due guerre mondiali, la forte immigrazione ebraica verso la “terra di Canaan” — antica dimora nomade di popoli dediti alla pastorizia oltre tremila anni fa — contribuì ad aumentare le tensioni con la popolazione araba palestinese. Le prime guerre tra israeliani e palestinesi scoppiarono nel 1948, seguite da altri conflitti significativi nel 1964 e nel 1967. La scintilla che accese la rivolta fu però nel 1990, con l’uccisione di 16 palestinesi e il ferimento di altri 150 durante gli scontri alla Moschea di Al-Aqsa, in seguito alla posa simbolica della prima pietra per un futuro Tempio Ebraico.
Già allora esistevano i cunicoli — le gallerie sotterranee — che collegavano Gaza con l’Egitto e con Israele. Attraverso questi passaggi transitavano armi, beni di prima necessità e fondi provenienti da organizzazioni internazionali, umanitarie e non, alimentando ancor di più le tensioni tra due popoli: da una parte Israele, con il proprio stato riconosciuto; dall’altra i palestinesi, che avevano soltanto la loro bandiera. E questo anche grazie all’immobilismo di buona parte delle democrazie occidentali e dell’ONU.
Forse qualcosa si sta muovendo solo ora, dopo anni di eccidi, ma il veleno di Hamas e il desiderio di vendetta di un popolo martoriato sono ferite profonde e difficili da rimarginare.
Oggi, la popolazione palestinese ammonta a circa 14 milioni di persone. Di questi, circa 2 milioni vivono nella Striscia di Gaza, un territorio grande quanto la nostra Valdichiana, altri 4 milioni in Cisgiordania e 4 milioni in Giordania. Il resto è disperso tra Siria, Libano e diaspora in tutto il mondo. La maggioranza professa l’Islam sunnita, ma esistono anche comunità di ebrei arabi, cristiani, drusi e samaritani, testimonianza dei millenni di occupazioni e convivenze forzate su questa terra contesa.


