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Alla Giostra cercano l’addetto stampa… ma s’affaccia uno solo. “Oh che è, un bando o un invito a cena?”

Il Comune cerca un addetto stampa per la Giostra, ma al bando si presenta uno solo. Menchetti: «Oh via, qui bisogna capì bene come stanno le cose»

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Alla Giostra cercano l’addetto stampa… ma s’affaccia uno solo. “Oh che è, un bando o un invito a cena?”

Il Comune cerca un addetto stampa per la Giostra, ma al bando si presenta uno solo. Menchetti: «Oh via, qui bisogna capì bene come stanno le cose»

Partiamo sempre dai documenti. Il resto è il nostro modo di leggerli 

📄 FONTE comunicato stampa Michele Menchetti

Alla Giostra del Saracino, si sa, di cavalieri ce n’è quattro, ma di candidati per fa’ l’addetto stampa… uno solo. E qui il consigliere comunale Michele Menchetti s’è messo le mani nei capelli: «Oh, ma gatta ci cova o mi sbaglio?»

Il Comune di Arezzo ha deciso che la Giostra, che è una tra le cose grosse che c’ha la città, merita  un giornalista tutto suo. Così a febbraio è partita una selezione pubblica per trovare il candidato giusto. Solo che, quando è arrivato il momento di contare le domande… zac: una sola.

«Io voglio chiarezza e trasparenza», dice Menchetti, che martedì 17 marzo in Consiglio comunale ha tirato fuori un’interrogazione urgente rivolta al sindaco Alessandro Ghinelli. Perché, dice lui, la faccenda un po’ strana gli pare.

Menchetti ricorda che il Comune c’ha già un ufficio stampa con dirigenti e funzionari pagati dall’ente, più pure l’Urp. Insomma, gente che di comunicazione dovrebbe capirne già. E la legge 150 del 2000 parla chiaro: gli enti pubblici possono cercare gente da fuori solo se dentro non c’hanno le risorse. «Ma ad Arezzo mi pare che le risorse ci siano», dice il consigliere.

E qui il discorso si fa anche più serio. Perché se un incarico del genere viene dato fuori quando non ce n’è bisogno, si rischia pure il danno erariale. Menchetti ricorda che nel 2019 la Corte dei Conti ha fatto pagare a un dirigente della Provincia di Siena ben 100 mila euro proprio per una storia simile.

Ma non è finita lì. Chi fa informazione maneggia pure un sacco di dati: mailing list, contatti, comunicazioni istituzionali. Roba che rientra nel GDPR e nella privacy. «E allora – si domanda Menchetti – chi controlla e come lavora un addetto stampa che non è del Comune?»

Per questo il consigliere vuole risposte belle precise. Per esempio: se l’Ordine dei giornalisti della Toscana è stato avvisato della selezione, come è stato pubblicizzato il bando, che requisiti ha l’unico candidato e come l’amministrazione intende tutelarsi da eventuali guai legali o problemi di privacy.

Intanto le poche cose certe sono queste: il bando è stato indetto il 9 febbraio 2026 e riguarda la promozione della tradizione giostresca e il percorso espositivo “I Colori della Giostra” per il biennio 2026-2027, con possibilità di rinnovo. L’avviso è rimasto sul sito del Comune dal 16 al 26 febbraio. Alla fine è arrivata una sola candidatura.

La commissione che dovrà giudicare è composta dal dirigente comunale Alfonso Pisacane come presidente e dalle dipendenti Laura Guadagni e Rossella Capocasale.

«Però – fa notare Menchetti – a guardre i curriculum, nessuno della commissione risulta proprio esperto di comunicazione».

E ora in città qualcuno, tra un quartiere e l’altro, commenta con la solita ironia aretina: alla Giostra i cavalieri si trovano sempre… ma per l’addetto stampa, a quanto pare, s’è presentato uno solo. E ora si aspetta de capire se è stata una gara… o quasi una passeggiata.

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Gianni Bufaloni
Gianni Bufaloni
Gianni Bufaloni (nato il 1° aprile di un anno imprecisato, perché gli piace mantenere un alone di mistero) è un giornalista, scrittore e debunker di professione, noto per il suo acume nel smontare bufale e teorie del complotto con una buona dose di ironia. Cresciuto tra vecchie macchine da scrivere, giornali ingialliti e discussioni animate al bar, sviluppa fin da giovane un'insana passione per la verità… e per il caffè corretto. Dopo una laurea mai del tutto confermata in Giornalismo Investigativo presso l'Università della Vita e un master in Sarcasmo Applicato, si dedica alla sua missione: scovare fandonie, ridicolizzare fake news e dare il tormento ai complottisti più fantasiosi. Ha collaborato con testate inesistenti come Il Giornale delle Bufale, La Verità (Quella Vera) e Fact-Checker’s Monthly, oltre a essere autore del bestseller immaginario "La Terra è rotonda e altre scomode verità". Attualmente vive tra la redazione e i social, dove smonta quotidianamente le teorie più assurde con il suo motto: "Una bufala al giorno toglie il neurone di torno". Se lo cercate, probabilmente sta battibeccando con qualche utente convinto che gli Illuminati controllino il meteo.
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