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Uccise la moglie malata: confermata la condanna. Una tragedia di dolore e solitudine

Confermata in appello la pena per l’ottantenne: il gesto estremo dopo anni segnati dalla malattia della moglie

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Uccise la moglie malata: confermata la condanna. Una tragedia di dolore e solitudine

Confermata in appello la pena per l’ottantenne: il gesto estremo dopo anni segnati dalla malattia della moglie

Ha ucciso la donna con cui aveva condiviso una vita intera, schiacciato dal peso della malattia e della disperazione.

La Corte d’appello ha confermato la condanna a 9 anni e 4 mesi per Alessandro Sacchi, l’ottantenne che nel giugno 2024 sparò alla moglie malata di Alzheimer nella loro casa di Arezzo.

Un gesto estremo, maturato in un contesto di sofferenza quotidiana e solitudine. Dopo lo sparo, l’uomo confessò subito, aspettando l’arrivo della polizia.

I giudici hanno riconosciuto la sua fragilità psicologica, ma non abbastanza da ridurre ulteriormente la pena. Resta il dramma di una coppia unita per cinquant’anni, spezzata dalla malattia.

Una storia che lascia dietro di sé più domande che risposte.

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