Il consumo medio giornaliero di sale da cucina è di circa 10 g. Troppo! Questo significa introdurre circa 5 grammi di sodio: una quantità fino a dieci volte superiore rispetto a quanto il nostro organismo richiede in un giorno.
Questo eccesso di sodio si distribuisce nell’intestino, nel sangue, nel cervello e negli organi, creando un disordine biochimico sistemico. Può provocare reflusso gastroesofageo, rallentando lo svuotamento dello stomaco; causare ritenzione idrica con edemi diffusi; favorire l’aumento della pressione arteriosa; contribuire all’insonnia; limitare l’assorbimento del calcio a livello intestinale; compromettere il tessuto connettivo che unisce le cellule e, nel tempo, influire anche sull’aspetto della pelle.
Spesso non percepiamo questo danno, perché siamo abituati quotidianamente al gusto salato. Si tratta infatti di un gusto secondario, che si sviluppa dopo la nascita ed è fortemente influenzato dalle abitudini familiari, in particolare da chi prepara il cibo.
I gusti primari innati sono tre: dolce, amaro e acido. Il salato e l’umami, invece, sono acquisiti. Questo rende l’eccesso di sodio un problema più serio di quanto si pensi.
In alcune aree si consuma più sale rispetto ad altre, e il gusto salato tende a stimolare l’appetito, aumentando il desiderio di mangiare. Per questo motivo, l’industria alimentare aggiunge spesso sodio ai prodotti per renderli più appetibili e favorirne il consumo. È quindi importante leggere attentamente le etichette nutrizionali, individuando la presenza di sodio nascosto.
Con il passare degli anni, la percezione del gusto salato si riduce, portando a un aumento della quantità di sale utilizzata per ottenere la stessa soddisfazione gustativa percepita in età più giovane.
Consigli pratici
- Togliere la saliera dalla tavola
- Non superare i 5 g di sale al giorno, considerando sia la cottura sia il condimento a crudo (può essere utile preparare porzioni già dosate)
- Utilizzare aceto di vino o di mele: il gusto acido aiuta a ridurre il desiderio di salato
- Preferire il sale iodato, utile per il corretto funzionamento della tiroide
- Leggere sempre le etichette per limitare il consumo di alimenti industriali ricchi di sodio
Mai sottovalutare l’eccesso quotidiano di sodio.
Cambiare si può.


