Partiamo sempre dai documenti. Il resto è il nostro modo di leggerli
AREZZO – Dopo anni di richieste ignorate, manutenzioni rimandate e giochi lasciati marcire sotto sole, pioggia e bestemmie dei genitori, il Comune di Arezzo ha finalmente trovato la soluzione definitiva al degrado delle aree per bambini: chiuderle direttamente.
Le storiche aree gioco del Pionta e di via Curina sono state transennate nei giorni scorsi “per motivi di sicurezza”, inaugurando quello che secondo l’amministrazione potrebbe diventare “un nuovo modello urbano sostenibile: meno manutenzione, meno problemi, meno bambini”.
“Ci accusano di non intervenire da anni, ma non è vero”, precisa un assessore indicando con orgoglio una buca rattoppata davanti a un seggio elettorale. “Abbiamo asfaltato intere strade a trenta giorni dal voto. È evidente che la manutenzione è una priorità. Certo, sulle aree gioco abbiamo adottato una strategia più innovativa: aspettare che cadano da sole”.
Secondo alcune indiscrezioni, i tecnici comunali avrebbero valutato diverse ipotesi prima della chiusura, tra cui:
Secondo alcune indiscrezioni, i tecnici comunali avrebbero valutato diverse ipotesi prima della chiusura, tra cui:
- effettuare controlli periodici;
- fingere che i bambini amino i parcheggi;
- dichiarare le altalene “installazioni artistiche sul concetto di abbandono”.
Alla fine ha prevalso la linea più economica: il lucchetto.
Alla fine ha prevalso la linea più economica: il lucchetto.
Grande la delusione delle famiglie, che da anni segnalavano scivoli pericolanti, molle arrugginite e pavimentazioni degne della Salerno-Reggio Calabria del 1997. “Portavo mio figlio lì per insegnargli l’equilibrio”, racconta una madre. “Ora però può continuare ad allenarsi tranquillamente sui marciapiedi cittadini”.
Nel frattempo, l’amministrazione invita i cittadini a non fare polemica: “I bambini possono ancora socializzare guardando i cantieri elettorali e contando le toppe sull’asfalto nuovo”.


