Autolinee Toscane installa le paratie di protezione sul 50% dei mezzi. Entro fine anno previsti autobus più protetti di una gioielleria.
In Toscana prendere l’autobus sta lentamente diventando un’esperienza a metà fra il trasporto pubblico e una rapina gestita male.
Dopo anni di aggressioni, urla, minacce, gente che sale senza biglietto e discussioni nate per un “scusi non si mangia sul bus” finite quasi in un incontro di MMA, arrivano le cabine blindate per gli autisti di Autolinee Toscane.
E infatti ormai il conducente medio non sembra più uno che guida un autobus, ma:
- un cassiere della Banca d’Italia;
- un testimone protetto;
- oppure il comandante di un sommergibile nucleare.
Secondo Autolinee Toscane la sicurezza è una “priorità assoluta”.
E in effetti, quando inizi a montare paratie blindate sui mezzi pubblici, il sospetto che l’ambiente si sia leggermente incattivito viene.
Ad oggi sono già operative oltre 1400 protezioni sui bus regionali, con l’obiettivo di arrivare entro fine anno a quasi il 70% della flotta.
Tradotto:
fra poco per chiedere:
“Scusi passa da via Roma?”
servirà parlare attraverso un vetro antisfondamento.
L’azienda spiega che il provvedimento nasce per tutelare lavoratori e passeggeri dopo i troppi episodi violenti registrati negli ultimi anni.
E ormai sugli autobus succede di tutto:
- gente che litiga;
- gente che urla al telefono;
- gente che ascolta TikTok senza cuffie;
- e persone convinte che il controllore sia il vero nemico del popolo.
Nel frattempo aumentano anche le telecamere: oltre 17mila in tutta la rete.
Praticamente il bus urbano medio ormai è sorvegliato più di un casinò di Las Vegas.
L’amministratore delegato parla di “senso civico condiviso”.
Che è una frase elegante per dire:
“Magari evitiamo di prendere a male parole chi guida il 3 barrato.”
Le prime cabine integralmente protette sono già state introdotte sulle linee di Firenze, Prato e Pisa.
A questo punto manca solo:
- il pulsante rosso anti-panico;
- il vetro antiproiettile;
- e la comunicazione col passeggero tramite citofono da penitenziario.
Intanto i toscani si preparano psicologicamente al nuovo trasporto pubblico:
si salirà davanti, si timbrerà il biglietto e si guarderà l’autista dietro la paratia con lo stesso rispetto con cui si osserva un panda raro allo zoo.
Perché una cosa ormai è chiara:
più che il motore elettrico, il vero futuro del trasporto pubblico pare la blindatura.


