Partiamo sempre dai documenti. Il resto è il nostro modo di leggerli
📄 FONTE comunicato stampa Chimera Arcobaleno Arcigay Arezzo
Arezzo entra ufficialmente nella fase in cui ogni voto conta, pure quelli colorati. E così Arcigay Chimera Arcobaleno ha deciso di mettere i sei candidati a sindaco davanti a un bel questionario da otto domande, senza possibilità di cavarsela con il classico “ci stiamo lavorando”.
L’associazione LGBTQIA+ aretina, in vista delle prossime amministrative, ha mandato a tutti i candidati una specie di “pagellina preventiva” sui temi dei diritti, dell’inclusione e della tutela delle persone gay, lesbiche, bisex, trans, intersex e asessuali. Tradotto dal politichese: “Vediamo se quando si parla di rispetto siete convinti davvero o solo in campagna elettorale”.
Nel questionario si parla di adesione alla rete Re.A.Dy, delle giornate contro l’omotransfobia, di formazione per il personale comunale, di identità alias, modulistica più inclusiva, prevenzione sanitaria, sostegno ai progetti educativi e persino del Toscana Pride. Insomma, un test completo: meno “dimmi con chi vai” e più “dimmi cosa farai”.
Arcigay spiega che l’obiettivo è semplice: permettere ai cittadini di votare sapendo bene come la pensano i futuri amministratori su questi temi. Perché ormai il programma elettorale non basta più: la gente vuole sapere se il candidato, oltre a promettere parcheggi e asfalti, sa anche affrontare questioni che riguardano diritti e inclusione.
Le stesse domande sono state girate anche alle liste candidate al consiglio comunale. La scadenza per rispondere è fissata al 15 maggio, poi l’associazione pubblicherà tutto. E lì sarà interessante vedere chi avrà risposto con convinzione, chi con diplomazia e chi invece avrà fatto sparire il questionario nel cassetto accanto ai volantini elettorali.


