Partiamo sempre dai documenti. Il resto è il nostro modo di leggerli
📄 FONTE comunicato stampa PD Arezzo
AREZZO — Di solito, quando una giunta arriva a fine mandato, gli assessori vengono messi in vetrina come i salumi boni alla fiera: si taglia il nastro, si fanno i selfie, si raccontano i miracoli fatti in cinque anni.
Qui invece no.
Qui gli assessori vengon tenuti nascosti come i parenti imbarazzanti ai matrimoni.
Il tandem Alessandro Ghinelli versione “due punti zero ma anche no”, ovvero Comanducci e Gamurrini, sembra aver scelto una strategia elettorale rivoluzionaria: meno si vedono gli assessori uscenti, meglio è.
E viene da capire il perché.
Su nove assessori uscenti, sei son pronti a ricandidarsi. Una specie di “minestra riscaldata deluxe”, con l’aggiunta della pretesa di venderla come cucina innovativa.
Partiamo dallo sport.
Federico Scapecchi aveva a disposizione una Regione che in sei anni ha distribuito oltre 50 milioni per impianti sportivi e riqualificazioni.
Risultato dei bandi vinti dal Comune di Arezzo?
Zero.
Nemmeno il premio di consolazione alla pesca della parrocchia.
Poi c’è Francesca Lucherini all’urbanistica.
Cinque anni per far funzionare l’archivio storico comunale e ancora si gira più facilmente nei corridoi del Labirinto di Cnosso. Nel frattempo cittadini e professionisti hanno imparato che ad Arezzo una pratica edilizia può avere tempi geologici: prima si forma il travertino, poi forse arriva il timbro.
Giovanna Carlettini invece passerà alla storia per un’impresa titanica: il regolamento delle aree cani.
Sei anni di mandato e il provvedimento simbolo è stato insegnare ai barboncini dove fare pipì in democrazia partecipata.
Sul bilancio Alberto Merelli ormai non è più assessore: è arredamento comunale.
Ad aprile ha presentato il sedicesimo bilancio consecutivo. Sedici.
Più che continuità amministrativa, pare l’abbonamento Premium.
Monica Manneschi, delega alla casa e alla semplificazione burocratica, lascia invece ai cittadini un’esperienza immersiva nel concetto di disagio urbano: basta un giro in via degli Accolti per capire che le “politiche della casa” son state interpretate come una puntata di “Sopravvivenza estrema”.
E infine Lucia Tanti.
Formalmente vicesindaco.
Praticamente sindaco operativo degli ultimi anni.
Se la città oggi arranca tra polemiche, degrado e cittadini sempre più incazzati, quella è la fotografia politica del suo mandato. Altro che slogan elettorali: basta fare un giro in centro senza Photoshop.
La domanda allora è semplice:
se vincesse il duo Comanducci-Gamurrini, cosa cambierebbe davvero?
La risposta è ancora più semplice: nulla.
Con sei assessori su nove pronti a risedersi sulle stesse poltrone, più che un cambio di rotta sembra “Ghinelli 3 – Il ritorno della pratica inevasa”.
E ad Arezzo, dopo dieci anni di remake, qualcuno comincia a chiedere almeno una sceneggiatura nuova.


