Questo fine settimana ad Arezzo e dintorni c’è talmente tanta roba che per orientarsi ci vorrebbe un navigatore medievale con la modalità “sagra inclusa”. Tra Grecia, Rinascimento, nostalgia anni ’90, tifosi in museo e concerti nei palazzi storici, il rischio vero è ritrovarsi a bere vino ascoltando musica sacra mentre fuori qualcuno balla il sirtaki con un cosciotto di souvlaki in mano e un altro si fa un selfie col Cavallino Rampante.
In piazza Sant’Agostino arriva il Greek Eat Fest, tre giorni dove Arezzo proverà a diventare una succursale di Mykonos, ma con più SUV parcheggiati storti e meno yacht milionari. Pita gyros, tzatziki, ouzo e sirtaki: praticamente una vacanza in Grecia senza passaporto e senza litigà con Ryanair. Previsti pure balli folkloristici, musica dal vivo e laboratori per bambini, così anche i più piccoli potranno imparare che “horiatiki” non è un difensore del Panathinaikos.
A Laterina invece torna il culto nazionale de “Il Ciclone”. Sono passati trent’anni ma il film di Leonardo Pieraccioni continua a vivere nelle televisioni locali, nelle cene di famiglia e nei toscani che appena sentono una chitarra spagnola iniziano a guardarsi attorno sperando arrivino le ballerine. Tra proiezioni, passeggiate nei luoghi del film e cittadinanza benemerita al regista, il paese per un weekend tornerà ufficialmente nel 1996. Manca solo qualcuno che urli “Levante!” da un balcone.
Per chi invece preferisce gli archibugi alle videocassette, in Valdichiana torna la Battaglia di Scannagallo. Tre giorni di rievocazione storica tra Foiano, Pozzo e Marciano con accampamenti, cortei e combattimenti rinascimentali. Una roba così immersiva che se chiedi un caffè rischi di sentirti rispondere da un soldato di Cosimo de’ Medici. L’evento ricostruisce la battaglia del 1554 e ricorda ai toscani che litigare fra vicini è una tradizione più antica perfino della schiacciata con l’uva.
E siccome ad Arezzo succede pure questo, domenica il Casa Museo Ivan Bruschi si trasforma praticamente in una succursale della curva amaranto. Ingresso gratis per i tifosi della S.S. Arezzo che si presenteranno con maglia della promozione, abbonamento o gadget ufficiali. Dentro il museo si parlerà del Cavallino Rampante nella storia cittadina, tra antichi statuti, stemmi e simboli identitari. Tradotto: per una volta il tifoso amaranto entrerà in un museo senza chiedere dov’è il maxischermo.
E poi parte anche “Arezzo Nascosta”, la rassegna dell’OIDA che porta concerti e musica dentro palazzi storici, giardini segreti e posti che gli aretini normalmente vedono solo passando davanti col capo basso e la macchina in seconda fila.
Il debutto sarà nel Palazzo Vescovile: entri per vedere gli affreschi coi sette vizi capitali e riesci con un bicchiere di vino in mano e l’anima parecchio più rilassata. Perché qui funziona così: basta mettece un quartetto d’archi, due calici e una sala affrescata che improvvisamente anche quello che passava di lì per sbaglio si sente un mecenate rinascimentale.
E poi, ovviamente, c’è pure la Sagra dei Baccelli a Spoiano. Perché in Toscana non esiste manifestazione culturale, storica o spirituale che non finisca con qualcuno seduto sotto un tendone a mangià pecorino e bere rosso.
Insomma, dal 15 al 17 maggio ad Arezzo si passa dal Rinascimento al flamenco, dai vizi capitali al tzatziki, dai moschetti alla Serie B, tutto nel raggio di pochi chilometri e con l’eterna domanda finale: “Ma dove si parcheggia?”


