La campagna elettorale è finita, ma ad Arezzo qualcuno ha deciso di non aspettare nemmeno il tempo di togliere i manifesti. Prima ancora del trasloco a Palazzo Cavallo, il neo sindaco Marcello Comanducci si è infatti visto recapitare il primo “benvenuto” dalle opposizioni: una dettagliata lista di strade comunali da sistemare, completa di richieste e urgenze.
A vestire i panni del professore che assegna i compiti a settembre è stato l’ex candidato sindaco Michele Menchetti, che sui social ha pubblicato un vero e proprio dossier dedicato alle condizioni delle strade cittadine.
Per la nuova amministrazione si tratta del primo esame sul campo, con un’attenzione particolare rivolta a Gianfrancesco Gamurrini, protagonista della campagna elettorale e grande sostenitore di standard europei e tecniche innovative per dire addio alle tradizionali “toppe” sull’asfalto.
Adesso però dalle promesse si passa alle prove pratiche. E le buche, si sa, non concedono periodi di rodaggio.
Secondo indiscrezioni, alcuni crateri presenti sul territorio starebbero già chiedendo un incontro istituzionale con il nuovo sindaco, mentre altri avrebbero avanzato la candidatura a patrimonio paesaggistico comunale, forti degli anni di presenza continuativa.
Nel frattempo, i cittadini osservano fiduciosi: se la campagna elettorale è stata una corsa a ostacoli, almeno gli ostacoli sono già pronti.
Dalle 18 strade iniziali si è passati a una raccolta firme spontanea. Entro domenica gli esperti prevedono che ogni aretino segnalerà almeno una buca, facendo di Arezzo la prima città italiana dove il censimento dei crateri supera quello della popolazione residente.


