In questi giorni ad Arezzo il vero percorso a ostacoli non era quello del campo gara, ma arrivare a fine giornata senza trasformarsi in una granita. Eppure, mentre molti cercavano disperatamente l’ombra di un cipresso, all’Arezzo Equestrian Centre si continuava a saltare.
Tra i partecipanti anche Elisabetta Canalis, che in sella alla cavalla Condiadora ha conquistato un quarto posto. Fin qui tutto regolare, se non fosse che il termometro aveva deciso di partecipare anche lui alla competizione, facendo registrare temperature vicine ai 40 gradi.
Sui social, però, il podio è andato alle polemiche. Sotto i post dedicati alla showgirl si è scatenato un rodeo virtuale: “E questo sarebbe amore per gli animali?”, “Con questo caldo i cavalli dovrebbero stare sotto la doccia e non a fare gli straordinari”, “L’unico che doveva saltare era il concorso”.
Nel mirino non è finita soltanto Canalis. Le critiche hanno investito soprattutto la federazione, accusata da molti utenti di non aver sospeso le gare nonostante l’ondata di calore. Secondo i più severi, tra benessere animale e calendario agonistico avrebbe vinto il cronometro.
Come sempre accade quando c’è un volto famoso, però, il bersaglio preferito è diventato quello più riconoscibile. C’è chi ha persino aperto il dibattito tecnico sull’imboccatura utilizzata dalla cavalla, trasformando facebook nel congresso mondiale di veterinari, istruttori federali, meteorologi e tuttologi certificati.
Naturalmente non sono mancati i difensori della showgirl, ricordando che una gara non si improvvisa, che gli animali vengono monitorati e che prendersela con l’unica concorrente famosa è un po’ come dare la colpa al presentatore quando piove durante il Festival di Sanremo.
Resta però una domanda che, con il caldo africano di questi giorni, continua a galoppare più veloce di qualsiasi cavallo: se per gli esseri umani si raccomanda di evitare attività fisica nelle ore più torride, forse anche il calendario sportivo potrebbe imparare a guardare il meteo prima del cronometro.
Perché va bene amare gli sport equestri, ma quando persino i semafori sembrano sciogliersi al sole, forse è il caso di chiedersi se il vero salto da fare non sia quello… all’autunno.
Foto: Facebook / Arezzo Equestrian Centre


