Questo articolo usa ironia per commentare fatti reali
Ve la ricordate la surreale “guerra dei sei centimetri” di muretto a Castiglion Fiorentino, raccontata anche da Le Iene con Giulio Golia e finita sulle pagine de L’Ortica lo scorso 19 gennaio? Quella vicenda, nata da un confine di proprietà e degenerata in anni di tensioni, torna oggi d’attualità. I Carabinieri hanno infatti eseguito un’ordinanza nei confronti di un 64enne, ritenuto gravemente indiziato di atti persecutori verso i vicini: divieto di avvicinamento, braccialetto elettronico antistalking e divieto di dimora nel comune. Se si tratta della stessa persona al centro del caso mediatico, la storia che sembrava uscita da una commedia grottesca trova oggi un importante sviluppo giudiziario. Come sempre, sarà l’iter processuale ad accertare definitivamente le responsabilità.
C’è chi litiga per una siepe troppo alta, chi per il cane che abbaia e chi perché il barbecue fa troppo fumo. Poi c’è chi decide di portare il concetto di “buon vicinato” su un piano decisamente più creativo, trasformando la quotidianità del quartiere in un festival permanente del rumore e dell’intimidazione.
A Castiglion Fiorentino i Carabinieri hanno eseguito un’ordinanza nei confronti di un 64enne, gravemente indiziato di aver perseguitato per lungo tempo i propri vicini di casa. Secondo quanto emerso dalle indagini coordinate dalla Procura di Arezzo, il copione sarebbe stato sempre lo stesso: minacce, insulti, offese, intimidazioni e perfino oggetti lanciati verso le proprietà altrui.
Ma il vero tocco d’autore sarebbe arrivato con la colonna sonora. Motopompe, betoniere e altri macchinari rumorosi accesi senza alcuna apparente necessità, rigorosamente nelle vicinanze delle abitazioni delle persone offese, con l’unico obiettivo di trasformare ogni giornata in una prova generale per un cantiere infinito.
Alla fine, più che cambiare casa, sarebbero stati costretti a cambiare vita. Le vittime, secondo gli investigatori, avrebbero modificato le proprie abitudini, limitando perfino l’utilizzo degli spazi esterni per il timore di nuove molestie.
Il risultato è che il Tribunale di Arezzo ha disposto per l’uomo il divieto di avvicinarsi alle persone offese entro un chilometro, il divieto di dimora nel comune di Castiglion Fiorentino e l’obbligo di indossare il braccialetto elettronico antistalking.
Una vicenda che, al di là dell’ironia, ricorda come i conflitti di vicinato possano trasformarsi in situazioni molto serie quando superano il confine della semplice antipatia. Perché una discussione sul confine del giardino può capitare; trasformare il quartiere in un concerto permanente di betoniere e minacce, decisamente meno.


