Questo articolo usa l’ironia per commentare fatti reali
Ad Arezzo la Questura ha intensificato l’attività di prevenzione, perché evidentemente il semplice principio «non perseguitare, non minacciare e non commettere reati» continua a risultare troppo sintetico per una parte della popolazione.
Nelle ultime settimane la Divisione Polizia Anticrimine ha svolto controlli, verifiche e attività istruttorie finalizzate a individuare persone considerate pericolose per la sicurezza pubblica e a intervenire prima che certi comportamenti degenerino ulteriormente.
Il Questore di Arezzo ha adottato complessivamente tre avvisi orali, provvedimenti con cui il destinatario viene formalmente invitato a cambiare condotta e a rispettare la legge.
In termini meno burocratici, l’avviso orale equivale a una comunicazione istituzionale dal contenuto piuttosto chiaro: «Sappiamo cosa stai facendo, smetti subito e cerca di comportarti come una persona civile».
La misura viene applicata nei confronti di soggetti che, sulla base di elementi concreti, risultano abitualmente dediti ad attività illecite o a comportamenti ritenuti pericolosi. Si tratta di uno strumento preventivo, pensato per interrompere percorsi di devianza prima che la situazione peggiori e diventi necessario passare dai richiami ai provvedimenti ben meno cordiali.
Particolare attenzione è stata dedicata ai reati legati alla violenza di genere, agli atti persecutori e alla violenza domestica, fenomeni sui quali, comprensibilmente, non c’è proprio nulla da scherzare.
In questo ambito sono stati emessi cinque ammonimenti, attraverso i quali il Questore ha intimato agli autori delle condotte di interrompere immediatamente ogni comportamento illecito.
Gli ammonimenti servono a prevenire l’escalation delle minacce, delle molestie e delle condotte violente, proteggendo le vittime prima che il consueto «era una situazione complicata» venga utilizzato per spiegare ciò che si sarebbe dovuto fermare molto prima.
Il dato complessivo è dunque di otto misure di prevenzione: tre avvisi orali e cinque ammonimenti. Otto persone alle quali lo Stato ha dovuto ricordare formalmente concetti che dovrebbero essere appresi ben prima della maggiore età, possibilmente senza carta intestata, timbro e firma del Questore.
L’attività della Polizia Anticrimine proseguirà attraverso il monitoraggio del territorio e l’utilizzo degli strumenti previsti dalla legge, con l’obiettivo di intervenire tempestivamente sulle situazioni di pericolosità sociale.
Perché la prevenzione non fa rumore quanto un arresto, non produce fotografie spettacolari e raramente conquista le prime pagine. Ma quando funziona evita che una minaccia diventi aggressione, che una persecuzione diventi tragedia e che qualcuno, il giorno dopo, pronunci l’intramontabile frase: «Nessuno poteva immaginarlo».


