A Arezzo scoppia la polemica: un gruppo di volontari salva le nutrie e divide il web tra santi, eroi e aspiranti dottor Mengele del rodito
Si erano armati di stivali, guanti e buona volontà. Nessuna crociata, nessun complotto: solo un gruppo di cittadini che ha deciso di “salvare” le nutrie finite in un cantiere.
“Ce ne occupiamo noi, senza spese per nessuno” dice il portavoce, con tono sereno. Eppure, nel Paese che litiga pure sui lampioni intelligenti e sui cestini dell’umido, bastava nominare le nutrie per scatenare l’inferno.
In poche ore, la rete si è trasformata in un’arena tra chi grida “bravi ragazzi!” e chi, invece, avrebbe preferito la soluzione finale a colpi di trappola.
I social ribollono come un fosso in piena dopo un temporale: tutti hanno qualcosa da dire, anche chi non distingue una nutria da un peluche bagnato.
Dai commenti sotto al servizio di Arezzotv, emerge la vera anima del Paese: un mix di sarcasmo, moralismo e improvvisi lampi di follia creativa.
- Marco: tenta di riportare la calma: “Scusate ma non capisco chi fa polemica: zero costi, nessun blocco del cantiere, le portano a casa loro. Qual è il problema?”
(Semplice, Marco: il problema è che non c’è problema. E in Italia, questo è inaccettabile.) - Ginghe Alessandro:, con saggezza da bar sport: “Se se ne occupano loro e non costa nulla, che male fanno?”
(Risposta breve: male no. Ma il web non vive di bene, vive di polemica.) - Silvia:, invece, riporta un trauma personale: “A questo salvatore dei topi, vent’anni fa, prestai un libro di diritto pubblico e non me l’ha mai ridato.”
(Ora tutto torna, Silvia: era solo in prestito alla nutria per studiare la Costituzione.) - Santino:, filosofo da tastiera: “Volete salvare le nutrie e poi passate sopra alla gente per strada.”
(Santino, te lo giuro: se una nutria si sente male, la portano pure al pronto soccorso.) - Paolo: chiude in bellezza: “Prima gli immigrati, poi le nutrie. Gli italiani mai!”
(Paolo, tranquillo: le nutrie mica votano, non ti rubano il posto al CAF.)
C’è chi le ama, chi le odia e chi non ha ancora capito se si mangiano o si accarezzano. Intanto, i “salvatori” continuano a lavorare in silenzio, con le stesse tute fangose e la convinzione che fare del bene non debba costare niente – tranne la dignità, se finisci su Facebook.
E mentre i commenti aumentano come le nutrie in riva al fiume, l’Italia si conferma per quello che è:
un Paese dove anche salvare un roditore diventa questione di stato, tra complotti, accuse di buonismo e nostalgici del disinfestatore.
Nel dubbio, le nutrie ringraziano.
E chiedono solo una cosa: un po’ meno tastiere e un po’ più galleggianti nel fosso.
(Per segnalazioni di roditori smarriti, scrivete a: contatti@lortica.it)


