Arezzo città “senza verde”, città invivibile, città rovente… oh via, a sentire qualcuno pare d’esse a Dubai senza condizionatore. Poi esci di casa, fai du’ pedalate o quattro passi e ti ritrovi in mezzo al verde vero, mica quello disegnato col righello.
La Fiab alza la voce dopo le inaugurazioni e punta il dito: poche piante, poca ombra, poche fontanelle. E sulle fontanelle, diciamolo piano ma chiaro: anche se ce ne fossero dieci in più, finirebbero come quella della Chimera… a secco fisso. Quindi sì, magari qualcuna in più farebbe anche comodo, ma non è che si risolve il Sahara aretino così.
Piazza Giotto? Troppo calda, dicono. Ma Arezzo non è Milano né tantomeno una metropoli tutta cemento e smog. Qui basta girare l’angolo e trovi campagna, alberi e aria bona. Se poi uno vuole l’ombra sotto casa precisa al centimetro, allora si va a polemizzare anche co’ le nuvole.
I giardini del Porcinai poi aprono il capitolo “panchine anti-clochard”. Scomode? Boh, qualcuno c’è già stato sdraiato e dice che tanto peggio un sono. Forse un ci fai il pisolino da tre ore, ma per riposassi un attimo reggono. E magari evitano pure certi bivacchi che tanto simpatici non sono.
E sugli orti urbani di San Lorentino si tocca il top: zona sempre stata defilata, poco frequentata, un posto che prima in pochi si filavano. Ora, bello o brutto che sia, almeno una ripulita gliel’hanno data. Non sarà il Central Park, ma manco prima era ‘sto paradiso verde da cartolina.
Alla fine, gira e rigira, la sensazione è una: ad Arezzo per fare polemica basta davvero poco, anche un’ortica lungo la strada. E noi dell’Ortica, se se vòle, siamo anche maestri nel tirarla su con molto meno… ma quando c’è davvero da dirle, le cose. Che poi si possa migliorare è sacrosanto, ma raccontalla come una città senz’anima e senz’ombra fa un po’ sorridere.
Poi oh, come sempre… ai posteri l’ardua sentenza. E magari, nel frattempo, facciamoci ‘na passeggiata qui a du’ passi, giusto qualche centinaio di metri: il verde, state tranquilli, non manca davvero.


