San Zeno tira il freno… ma i rifiuti accelerano. Con lo stop temporaneo alla termovalorizzazione per i collaudi della nuova linea, il pattume cambia itinerario: niente forno, si va su strada. E pure parecchia.
La comunicazione è ufficiale: i test “a freddo” sono terminati e, per quelli finali, serve spegnere l’impianto. Risultato? Per qualche giorno i rifiuti continueranno ad arrivare al polo tecnologico, ma una buona parte prenderà la via delle discariche, caricata su camion e spedita fuori zona.
Ed ecco che parte il “giro” della monnezza: più tragitti, più mezzi in circolazione e – inevitabilmente – più consumo di carburante. Tradotto: operazioni più complesse e costi che, senza bisogno di fare i conti della serva, difficilmente scendono.
Nel frattempo si parla già di possibili disagi: traffico in aumento, tempi più lunghi e qualche naso arricciato al passaggio dei mezzi. Niente di eterno, per carità, ma abbastanza per farsi notare.
E poi c’è l’appello ai cittadini: produrre meno rifiuti. Che sulla carta è anche condivisibile, ma messo così suona un po’ come dire al sacchetto: “oggi resti a dieta”. Difficile, ma provarci non guasta.
La buona notizia? Si tratta di uno stop temporaneo legato all’avvio di una linea più moderna. La meno buona? Nel frattempo, tra chilometri extra e logistica più complicata, la spazzatura si fa il suo bel viaggio… e il sistema deve reggere il passo.
Sipario (temporaneo, come i forni).


