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Dopo i 4.016 abbonati, l’Arezzo presenta la seconda maglia: stavolta i tifosi non chiamano la scientifica

Dopo il referendum cromatico sulla prima divisa, la casacca bianca convince molto di più. Sponsor più visibile, stemma al suo posto e commenti finalmente distesi. Resta soltanto il dubbio sulla versione nera e sull’obbligo di presentarsi già fisicati

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Dopo i 4.016 abbonati, l’Arezzo presenta la seconda maglia: stavolta i tifosi non chiamano la scientifica

Dopo il referendum cromatico sulla prima divisa, la casacca bianca convince molto di più. Sponsor più visibile, stemma al suo posto e commenti finalmente distesi. Resta soltanto il dubbio sulla versione nera e sull’obbligo di presentarsi già fisicati

Prima i numeri, poi la stoffa.

La S.S. Arezzo ha annunciato di aver raggiunto e superato l’obiettivo dei 4.000 abbonamenti, fermando il contatore, almeno per il momento, a quota 4.016. Un risultato importante per il ritorno in Serie B, con il popolo amaranto che ha risposto presente prima ancora di conoscere fino in fondo come sarà vestita la squadra.

Subito dopo la festa degli abbonamenti, la società ha presentato la seconda maglia della stagione 2026/27.

E stavolta, sorpresa delle sorprese, internet non ha preso fuoco.

Dopo le polemiche scoppiate per la prima divisa, giudicata da molti tifosi troppo rossa, poco amaranto e priva del tradizionale stemma societario, la casacca bianca sembra aver riportato una certa pace sociale.

Non proprio la firma degli accordi di Camp David, ma per gli standard del tifo aretino siamo molto vicini.

La nuova maglia è prevalentemente bianca, con inserti amaranto e neri, lo stemma dell’Arezzo sul petto, lo sponsor UnoAerre ben visibile e una linea complessivamente più tradizionale. Sul retro compaiono nome e numero del calciatore, mentre nella parte inferiore trova spazio il marchio Novart.

Una disposizione che ha convinto immediatamente molti sostenitori.

Alessandro la liquida con un deciso: «Molto bella». Andrea S. la promuove e, già che c’è, torna sulla prima maglia, sostenendo che avrebbe guadagnato parecchio con la stessa disposizione dello stemma e del nome dello sponsor tecnico.

Naturalmente precisa anche che la prima avrebbe dovuto essere amaranto e non rossa, perché certe ferite cromatiche non si rimarginano nel giro di una presentazione.

Fabio non ha dubbi: «Questa mi piace molto di più».

Andrea E. apprezza soprattutto la posizione dello sponsor, collocato più in alto e quindi maggiormente visibile, oltre all’impatto cromatico complessivo.

Insomma, dopo giorni trascorsi a discutere sfumature, filtri fotografici, luci dello studio e possibili infiltrazioni perugine, finalmente una maglia riconosciuta come appartenente all’Arezzo senza necessità di analisi del Dna.

Gabriele la preferisce alla prima, almeno giudicando dalle fotografie, ma individua immediatamente un problema tecnico di notevole importanza: «Bisogna essere fisicati per queste».

Ed effettivamente le nuove divise sembrano avere una vestibilità capace di rivelare ogni dettaglio anatomico, compresi i pranzi della domenica, le cene aziendali e quel mezzo chilo preso durante la preparazione estiva.

Andrea B. la definisce bellissima, Elisa   la promuove e altri commenti seguono la stessa linea.

Il clima, stavolta, è talmente sereno che qualcuno ha già iniziato a chiedere informazioni sul prossimo modello.

«La nera c’è?», domanda Nico.

La stagione non è ancora cominciata, ma il tifoso moderno vuole conoscere subito l’intera collezione autunno-inverno, la terza maglia, quella da portiere, la versione europea che non esiste e possibilmente anche il pigiama ufficiale.

La seconda divisa sembra dunque aver superato l’esame dei sostenitori con voti decisamente più alti rispetto alla prima.

Lo stemma è presente, i colori sono riconoscibili, lo sponsor appare ben integrato e nessuno, almeno per ora, ha proposto di lavarsi gli occhi con la candeggina.

Un progresso considerevole.

Resta il fatto che la società ha scelto di presentare la maglia subito dopo aver annunciato i 4.016 abbonamenti. Una sequenza comunicativa intelligente: prima si certifica che i tifosi hanno già comprato il posto, poi gli si mostra come sarà vestita la squadra.

A quel punto, anche se la divisa fosse stata color beige condominio con inserti verde evidenziatore, il rinnovo sarebbe ormai al sicuro.

Ma stavolta non è servito alcun piano di emergenza.

La seconda maglia piace, convince e restituisce un’immagine più classica dell’Arezzo. Ora resta soltanto da vedere l’effetto dal vivo, sul campo, lontano dalle luci dello studio fotografico.

E soprattutto addosso ai calciatori dopo novanta minuti.

Perché nelle fotografie son tutti eleganti, immobili e scolpiti.

Poi arriva novembre, piove di traverso, il campo diventa una risaia e anche la maglia più bella del mondo finisce color mota.

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Il Taccuino di Curva Sud
Il Taccuino di Curva Sud
Appunti presi sui gradoni, tra una contestazione e un panino freddo. Scrive poco, guarda molto, applaude raramente.
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